Cittadini esasperati: è impossibile vivere in mezzo al cantiere

24 Giugno 2018

Via di Sotto: lavori fermi da 22 anni, denuncia di M5s e Codici L’area è frequentata da sbandati, proliferano topi e zanzare

PESCARA. Aspettano risposte dal Comune. E le aspettano in tempi rapidi. Le famiglie che vivono nel complesso realizzato dalla Gmg in via di Sotto chiedono che le opere mai completate, ferme ormai da 22 anni, vengano ultimate. Perché non ne possono più del degrado con cui devono convivere ogni giorno, e cioè la piazza transennata e inaccessibile che è sempre piena d’acqua e attira zanzare a volontà e poi i lampioni che non sono mai stati accesi.
Il 12 giugno, su sollecitazione dei cittadini e dell’associazione di consumatori Codici, rappresentata da Giovanni D’Andrea, il Comune ha emesso un’ordinanza (a firma del dirigente Emilia Fino) che dovrebbe sbloccare la lunga fase di stop. Il provvedimento nasce da un accertamento della Asl che ha fotografato tutto ciò che non va in piazza Nilde Iotti. Quello slargo, che non ha nulla di una piazza vera e propria se non il nome, dopo 22 anni è ancora un cantiere con «la recinzione divelta in più punti e non sufficientemente resistente», dice la Asl. E sul piano di calpestio «c’è un frequente ristagno di acqua». L’area retrostante, poi, «è adibita a deposito di laterizi per costruzione e all’abbandono di rifiuti» e altro materiale è stato «accumulato» nel piano sottostante la piazza. Sulla base di queste considerazioni della Asl, il Comune ha ordinato al «legale rappresentante della ditta Gmg di eliminare tutte le criticità rilevate» e ha dato dieci giorni di tempo per provvedere dal momento della notifica dell’ordinanza (emessa il 12 giugno). In caso di inosservanza il Comune «potrà provvedere a realizzare» gli interventi «ponendo il costo a carico del trasgressore» e trasmettendo rapporto all’autorità giudiziaria.
Il tempo scorre e i cittadini chiedono che qualcuno ottemperi a quella ordinanza. Si sentono «abbandonati» dal Comune che accusano di aver «dimenticato» i problemi di chi vive e lavora in questi palazzi di via di Sotto, tra i «ferri arrugginiti della recinzione che sporgono, l’area di cantiere aperta accessibile a chiunque, compresi tossicodipendenti e sbandati, e il proliferare di topi e zanzare», come fa notare Anna Crocenzi dalla sua parafarmacia, l’unica attività commerciale rimasta aperta nel complesso (prima c’erano anche una banca e una parrucchiera). E poi, aggiunge, davanti ai portoni di ingresso «manca l’illuminazione, che dovrebbe essere pubblica. L’impianto non è mai stato collaudato mentre nella parte antistante i negozi l’illuminazione c’è solo perché è privata». Dopo l’accordo di programma di tanti anni fa tra il Comune e la Gmg, si è creata una situazione paradossale. «La ditta non ha terminato i lavori e il Comune si rende complice non facendo rispettare gli impegni previsti», conclude Crocenzi.
La crociata dei cittadini è diventata anche una battaglia del Movimento 5 stelle, oltre che di Codici. «Il Comune è tenuto a intervenire, se non lo farà la Gmg», dice D’Andrea. E sottolinea le ragioni di «ordine politico e legale» che imporrebbero all’amministrazione di realizzare i lavori sollecitati dalla Asl.
«È uno scempio», dice il consigliere regionale Domenico Pettinari parlando della «situazione di insalubrità diffusa. Non vorremmo che l’ordinanza sia stata emessa solo per fare contenti i cittadini e speriamo che non rimanga carta straccia». Si è mobilitato anche il consigliere comunale pentastellato Massimiliano Di Pillo che chiede di sapere, alla prossima riunione del Consiglio (giovedì), le intenzioni dell’amministrazione sia in merito all’ordinanza sia per l’attivazione dei 13 lampioni e per la segnaletica stradale, che manca.
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