Cittadini evasori? «No, bilancio frutto di scelte sbagliate»

CITTA’ SANT’ANGELO. «Le responsabilità dei problemi di bilancio del Comune non sono dei cittadini angolani: se questa operazione deve servire a giustificare scelte future scomode, annunciamo che...
CITTA’ SANT’ANGELO. «Le responsabilità dei problemi di bilancio del Comune non sono dei cittadini angolani: se questa operazione deve servire a giustificare scelte future scomode, annunciamo che siamo pronti fin da ora a dare battaglia in consiglio e nelle piazze pur di difendere il patrimonio del nostro Comune». Non si è fatta attendere la risposta del gruppo consiliare di opposizione “SiAmo Città Sant’Angelo”, composto dai consiglieri Matteo Perazzetti, Lucia Travaglini e Maurizio Valloreo, all’annuncio delle ingiunzioni di pagamento in arrivo per Tari, Ici e Imu non pagate negli ultimi anni dai cittadini. E in merito all’articolo pubblicato ieri sul Centro, dal titolo “Un cittadino su tre non paga le imposte”, il gruppo attacca senza indugi l’amministrazione Florindi. «Vogliamo puntualizzare», scrivono i tre consiglieri «che tale titolo farebbe passare gli Angolani come evasori seriali. L’evasione a Città Sant’Angelo è in linea con le statistiche nazionali, nulla di strano, anzi forse sotto accusa dovrebbe essere la capacità di riscossione che l’amministrazione in questi anni non ha mai attuato efficacemente , così come anche scritto in alcune relazioni dal Revisore dei Conti. I problemi di bilancio sono stati denunciati da noi consiglieri comunali sin dal primo anno in cui abbiamo studiato lo stesso». Secondo l’opposizione, «la situazione attuale è frutto a nostro dire di scelte politiche come quelle di effettuare lavori pre-elettorali nel 2014 per un ammontare di 330mila euro, riconosciuti come fuori bilancio; consulenze inutili che si aggirano a più di 70mila euro, date alle solite figure per stilare relazioni mai utilizzate come quelle per il porta a porta; sponsorizzazione delle partecipate come quelle che la Linda e la Farmacia Comunale elargivano contro il dettato legislativo e che ammontano a oltre 100mila euro; scelte gestionali sbagliate avallate dal responsabile finanze, come quelle di cancellare residui attivi vecchi ed inesigibili portati in bilancio; mancato pagamento della Tosap per le feste del Pd e raccolta differenziata mai partita. Queste sono le vere motivazioni del fallimento del nostro Comune», concludono i consiglieri di SiAmo Città Sant’Angelo.

