Città Sant’Angelo, dall’Etna al Gran Sasso torna nel 2015

CITTA’ SANT’ANGELO. Dopo un anno di forzato silenzio tornerà a grande richiesta nella terza settimana di luglio nel borgo collinare di Città Sant’Angelo la rassegna «Dall’Etna al Gran Sasso»,tradizion...
CITTA’ SANT’ANGELO. Dopo un anno di forzato silenzio tornerà a grande richiesta nella terza settimana di luglio nel borgo collinare di Città Sant’Angelo la rassegna «Dall’Etna al Gran Sasso»,tradizioni in festa, la sagra per antonomasia, giunta alla sua 12ª edizione. La notizia ha ormai tutti i crismi dell’ufficialità e la macchina organizzativa si è rimessa in moto per poter rispettare le tradizioni e i successi delle stagioni precedenti.
La manifestazione spazia a largo raggio dalla enogastronomia alla religione, e dalla cultura all’arte e allo spettacolo nell’ambito di un gemellaggio istituzionale esistente ormai dal 2001 tra il centro angolano e la città siciliana di Nicolosi, vicino a Catania. L’edizione 2015 della festa potrebbe presentare diverse novità a partire dai giorni interessati all’evento che potrebbero essere prolungati di una settimana.
La rassegna si terrà, come sempre, nel centro storico coinvolgendo direttamente le realtà produttive delle due comunità con gli inconfondibili odori e sapori di produzioni uniche nel loro genere. Serate all’insegna di piatti e prodotti tipici che hanno fatto la storia culinaria delle due regioni, dai cannoli e dagli arancini siciliani alla pasta alla pecorara e agli arrosticini nostrani. Il meglio della cucina di terra e di mare in un’atmosfera resa ancora più piacevole con spettacoli di grande lignaggio artistico.
La rassegna non si è svolta l’estate scorsa in segno di rispetto verso le vittime dell’azienda di fuochi pirotecnici della famiglia Di Giacomo. Una tragedia che ha scosso profondamente la comunità angolana proprio durante l’inizio dei festeggiamenti interrotti prontamente dal sindaco e dagli organizzatori.
«Ci siamo già riuniti per cominciare a programmare la rassegna» dice il sindaco Gabriele Florindi, «sia dai miei concittadini che dagli amici di Nicolosi sono stato esortato a più riprese a riprendere il timone in mano e non mi sono tirato indietro perché l’intensa mole di lavoro servirà non solo per le nostre aziende ma anche e soprattutto per far arrivare tanti giovani e meno giovani nel nostro centro storico che resta uno dei più belli e caratteristici d’Italia». (p.m.)
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