Club Giamel: il parco Baden Powell ridotto a un bivacco

21 Novembre 2017

Nuovo atto di accusa contro la presenza dei migranti in città Scaburri attacca: «Diciamo basta a questo menefreghismo»

MONTESILVANO. Il parco pubblico è sporco e degradato? Colpa degli immigrati. Così il presidente del Club Giamel, Giovanni Scaburri, interviene sul tema incandescente della presenza degli extracomunitari in città. Dopo le ronde, la nascita di comitati contro il degrado e l’opposizone strisciante allo Sprar, il nuovo sistema di accoglienza che l’amministrazione Maragno sta approntando da diversi mesi, non senza registrare forti contrasti in seno alla sua stessa maggioranza di centrodestra, ecco che un’altra associazione scende in campo per segnalare un forte malessere.
Basta qualche cestino zeppo di rifiuti, bottiglie e rifiuti abbandonati in un’area verde pubblica a giustificare un nuovo momento di sdegno civile. «Adesso basta! La misura è colma» tuona Scaburri, che a testimonianza delle sue accuse invia alcune foto di degrado nel parco Baden Powell, tra via Sele e la Strada Parco. «Sono i falsi migranti» dice «a causare lo scempio ai danni della collettività montesilvanese. Parlo dello schifo assoluto, e del menefreghismo selvaggio, prodotto da quest'orda di pseudo clandestini che, incuranti delle conseguenze, fanno e disfano tutto a loro piacimento». Per il presidente del Club Giamel, non vi sono dubbi che a provocare il degrado nel giardino e a mettere a rischio lo standard di igiene pubblica sono le persone che «bivaccano nel parco, tutti i giorni e a tutte le ore, preferibilmente a metà mattina. Qui», prosegue, «mangiano, bevono e e passano il tempo. Nulla da eccepire se tutto avvenisse in maniera corretta. Peccato, che così non è. In passato», chiosa Scaburri, «quel giardino era meta giornaliera di mamme con bambini, di cittadini che lo utilizzavano per dialogare e passare qualche ora in serenità. Ora non è più possibile». (a.s.)
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