Codice rosso e femminicidi La regione è prima in Italia

28 Gennaio 2024

La presidente Francabandera: da noi il tasso più alto, una vera e propria emergenza

L’AQUILA. In Abruzzo è emergenza femminicidi. Con i 5 casi registrati l’anno scorso, il territorio regionale ha il tasso più alto d’Italia – oltre 100 casi a livello nazionale nel 2023, con un 2024 «cominciato malissimo» – in un contesto nel quale salgono i reati di genere, come maltrattamenti in famiglia, violenze sessuali e atti persecutori. Lo ha scandito, nel Giorno della Memoria, di fronte a una platea di magistrati, avvocati, forze dell’ordine, pubblici amministratori, la presidente della Corte d’Appello dell’Aquila Fabrizia Ida Francabandera, che ha tenuto la relazione sull’amministrazione della giustizia nel distretto nell’assemblea tornata in presenza dopo la pandemia. Tre ore di cerimonia aperti dall’inno di Mameli – eseguito dal Concerto bandistico di Paganica – con l’esibizione della soprano Ilenia Lucci, che ha chiuso con l’Inno alla Gioia.
il giorno della memoria
«Un doveroso pensiero al “Giorno della Memoria”», ha detto il Pg facente funzioni Alberto Sgambati, «con una frase che racchiude il senso e la gravità di questa celebrazione. Ricordando la teoria dei corsi e dei ricorsi storici di Giambattista Vico, osservo che coloro che non conoscono la storia sono condannati a riviverla».
meno tempo per le sentenze
Il sistema giustizia in Abruzzo punta a centrare – entro il 2026 – l’obiettivo di ridurre l’arretrato. «Quantomeno in Corte d’Appello e nei tribunali più grandi», afferma la presidente, «contiamo di riuscire a conseguire» gli obiettivi del Pnrr che «ha stabilito di partire dai dati del 2019, per misurare gli effetti virtuosi delle riforme e dei finanziamenti concessi» e che «ci impegna entro il 2026 ad abbattere del 90% l’arretrato civile e a ridurre la durata media dei procedimenti del 55% nel settore civile e del 25% in quello penale e delinea obiettivi intermedi per la fine del 2024».
i relatori
Francabandera rende omaggio alla Carta Costituzionale, «nata dalla ripulsa della dittatura fascista». A seguire, gli otto interventi: Gaetano Campo (capo del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del ministero della Giustizia); Alberto Sgambati (avvocato generale facente funzioni di Pg), Luisa Leopardi (presidente dell’Ordine degli avvocati dell’Aquila), Roberta D’Avolio (presidente distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati), Giampaolo Di Marco ( Associazione nazionale forense), Maria Rita Di Meo (Associazione dirigenti giustizia), Gabriella Rosci (Consulta magistratura ordinaria), Sara Frattura (Associazione italiana giovani avvocati).
i reati in calo
Dalla relazione emerge la fotografia dei reati in Abruzzo. «È di ambigua lettura», si legge nel documento, «il dato, piuttosto eclatante, della forte riduzione delle iscrizioni per reati contro la pubblica amministrazione, soprattutto all’ufficio gip di Pescara, che vede un calo di circa due terzi rispetto allo scorso anno e di circa tre quarti rispetto al 2020/2021». In discesa i reati contro il patrimonio, in regressione gli omicidi, stabili i casi di furto. «In controtendenza, come ovunque in Italia, nonostante la grande attenzione dei media e delle istituzioni, nel distretto della giustizia abruzzese, sono in aumento i cosiddetti reati di genere, come maltrattamenti in famiglia, violenze sessuali, atti persecutori, tra cui i femminicidi, fenomeno trasversale e tragicamente democratico, che non conosce differenze di età, censo, cultura», scrive il magistrato. «Il calo delle iscrizioni per reati contro il patrimonio è in parte ascrivibile al riformato regime della procedibilità (oggi è necessaria la querela del danneggiato – non sempre proposta – per reati come i furti)».
il codice rosso
In relazione ai femminicidi, la presidente della Corte d’Appello sottolinea che «questa realtà sembra aver assunto i caratteri di una vera e propria emergenza, cui il legislatore ha risposto adeguando il cosiddetto Codice Rosso e investendo la giurisdizione penale di una funzione preventiva che pure, in parte, le è estranea, occupandosi essa, per definizione, di accertare e sanzionare ciò che è già accaduto. Per affrontare al meglio la gran mole di lavoro derivata dalle nuove norme (che anticipano la tutela delle vittime fino alla previsione dell'arresto per chi vìola i divieti di avvicinamento), Procure e forze di polizia hanno rinnovato e perfezionato i modelli organizzativi; hanno adottato Protocolli con istituzioni e volontariato».
«carenze di organico»
Ricordati «gli avvocati Gabriella Giuliani e Giacomo Giammaria, scomparsi nel 2023», l’avvocato generale Sgambati, evidenzia «gli ottimi risultati conseguiti nonostante la cronica carenza di magistrati e di personale per le novità legislative entrate in vigore. Nella pianta organica del personale amministrativo, nel periodo d’interesse, si è registrata una scopertura del 22,58% con 24 unità presenti a fronte delle 31 previste in pianta organica, nonché 3 operatori data entry non compresi in pianta organica. Tra i magistrati c’è la scopertura dei posti di Pg, di un sostituto della pianta organica flessibile e di un sostituto Pg, mentre un sostituto Pg già trasferito ad altro ufficio è ancora in servizio da noi solo perché è stato concesso il posticipato possesso; la scopertura è al 50%».
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