Coldiretti: prodotti locali per reagire al terremoto

Il vicepresidente Granieri: «L’Aquila è stato un esempio per il mondo» In piazza Duomo esposizione delle tipicità delle regioni del Centro Italia
L’AQUILA. «Le tipicità e le eccellenze enogastronomiche regionali rappresentano un punto di forza da cui ripartire nei territori colpiti dal sisma. Un comparto su cui il Governo sta investendo risorse e progettualità. Siete un esempio per l’intero Paese». Così il presidente della Camera, Roberto Fico, dal palco allestito in piazza Duomo, all’Aquila, per la manifestazione della Coldiretti Abruzzo: tre giorni tra eventi, degustazioni, e spunti di riflessione per intercettare i bisogni delle terre ferite dal sisma 2009 e Centro-Italia. Fico, in visita istituzionale in città, è arrivato a sorpresa tra gli stand espositivi ed è salito sul palco per partecipare alla grande festa del mercato di Campagna Amica. «I produttori di Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche che, oggi, sono qui», ha sottolineato il presidente della Camera, «testimoniano la forza di chi non si arrende. L’ossatura del nostro sistema economico, dove il Made in Italy è il marchio distintivo». Un tripudio di bandiere gialle - il colore della Coldiretti - e di sapori locali: tartufi e pecorini, mortadella e ventricina, miele e marcetto. «L’Aquila e l’Abruzzo», ha dichiarato il vice presidente nazionale della Coldiretti, David Granieri, «hanno insegnato al mondo come reagire ad una tragedia».
LA RESILIENZA. Il convegno “Il valore del made in Italy per una ricostruzione di valore”, ha inaugurato la tre giorni della Coldiretti. «Nelle regioni terremotate è ancora lontano il ritorno alla normalità», spiega Granieri, «una situazione che non ha, però, scoraggiato la maggioranza di agricoltori e allevatori che, a prezzo di mille difficoltà e sacrifici, non hanno abbandonato il territorio ferito e sono riusciti a garantire la produzione della maggior parte delle tipicità». "
«Lo dimostra il fatto», ha detto il presidente della Coldiretti Abruzzo, Silvano Di Primio, «che sulle tavole permangono prodotti come le mortadelle di Campotosto, il pecorino amatriciano e quello di Farindola, il caciofiore aquilano per l’Abruzzo, ma anche il ciauscolo marchigiano, il pecorino dei Sibillini e le tante altre specialità del territorio come lo zafferano, il tartufo, il prosciutto di Norcia o la cicerchia». Il valore del cibo in termini sociali e di prossimità è stato sottolineato dai presidenti regionali della Coldiretti Albano Agabiti (Umbria), David Granieri (Lazio), Maria Letizia Gardoni (Marche) e Di Primio (Abruzzo), e dal medico Romeo Pulsoni, medaglia alla sanità pubblica per il sisma 2009. «Sono trascorsi dieci anni dal terremoto», ha aggiunto Di Primo «ma tanto c’è ancora da fare. L’Abruzzo è una terra segnata da due eventi consecutivi ma dalle campagne, e con questa manifestazione lo stiamo dimostrando, è emersa una forte voglia di rinascita e di riscatto. L’agroalimentare può essere un’opportunità di sviluppo che va sostenuta dalle istituzioni con norme, provvedimenti e un forte senso di responsabilità. Le difficoltà sono ancora tante e vanno superate in una ottica di pianificazione complessiva».
RISPOSTE CERTE. Una legislazione omogenea per tutte le aree colpite da calamità naturali e il sostegno socio-economico del Governo, che non deve mai mancare: questo l’appello degli allevatori. «Si devono dare risposte certe a chi fa economia, ai giovani che scelgono di investire nel comparto agricolo e alle aziende che hanno fatto ripartire la produzione dopo il terremoto», la voce dell’assessore regionale alle politiche agricole, Emanuele Imprudente, «la Regione garantirà il suo sostegno al made in Italy e alle produzioni locali». L’evento si è aperto con l’inno di Mameli eseguito dal tenore Alberto Martinelli e dal soprano, Ylenia Scimia. A seguire, un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del sisma. Hanno portato un saluto il presidente della Regione, Marco Marsilio, il vice sindaco dell’Aquila, Raffaele Daniele, e il direttore Coldiretti Abruzzo, Giulio Federici, che ha rimarcato «le prospettive di crescita economica legate al cibo e all’agroalimentare» e le iniziative a sostegno delle terre colpite al terremoto: i Villaggi Coldiretti, la Caciotta solidale e il Forum agricoltura di Cernobbio.

