Abruzzo

Coldiretti scende in piazza: “Stop ai trafficanti di olio e grano”. A Pescara protesta davanti alla prefettura

10 Giugno 2026

L'iniziativa si è svolta questa mattina davanti alla Prefettura, dove una delegazione ha consegnato un documento contenente le richieste rivolte al Governo e alle istituzioni. Alla manifestazione hanno partecipato agricoltori provenienti da tutte le province abruzzesi

PESCARA. Anche in Abruzzo agricoltori in piazza nell'ambito della mobilitazione nazionale promossa da Coldiretti contro le speculazioni che, secondo l'organizzazione agricola, stanno colpendo le filiere dell'olio extravergine di oliva e del grano. L'iniziativa si è svolta questa mattina davanti alla Prefettura di Pescara, dove una delegazione ha consegnato un documento contenente le richieste rivolte al Governo e alle istituzioni. Alla manifestazione hanno partecipato agricoltori provenienti da tutte le province abruzzesi.

Al centro della protesta ci sono le "manovre di veri e propri trafficanti" che starebbero provocando il crollo dei prezzi dell'olio extravergine d'oliva e del grano, due prodotti simbolo dell'agroalimentare italiano e della Dieta Mediterranea. Secondo l'associazione, "speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza" lungo la filiera mettono a rischio sia la tenuta economica delle aziende agricole sia la sicurezza alimentare, penalizzando produttori e consumatori. Coldiretti chiede quindi maggiori controlli contro frodi, pratiche commerciali sleali e operazioni speculative. Particolare attenzione è stata dedicata ai comparti cerealicolo e olivicolo, tra i più importanti per l'economia agricola regionale.

In Abruzzo si contano circa 90mila ettari coltivati a cereali, di cui oltre 34mila a grano duro, mentre l'olivicoltura può contare su circa 15mila aziende, oltre 38mila ettari coltivati e 293 frantoi attivi. "Non possiamo accettare che il grano venga pagato agli agricoltori cifre che non coprono nemmeno i costi di produzione mentre sugli scaffali pasta e pane continuano a mantenere prezzi elevati - afferma il presidente di Coldiretti Abruzzo, Pietropaolo Martinelli - Allo stesso modo è inaccettabile il crollo delle quotazioni dell'olio extravergine di oliva che colpisce duramente le aziende olivicole regionali".

"La difesa del reddito agricolo passa attraverso la trasparenza della filiera - dice il direttore di Coldiretti Abruzzo, Marino Pilati - Occorre rafforzare immediatamente le attività ispettive e utilizzare tutte le tecnologie oggi disponibili per garantire la tracciabilità dei prodotti, dalla risonanza magnetica alla mappatura isotopica. È necessario contrastare ogni forma di frode commerciale e impedire che prodotti esteri vengano spacciati per italiani"

COLDIRETTI NAZIONALE. Agricoltori della Coldiretti in piazza, davanti alle prefetture di tredici capoluoghi di regione da Roma a Bari, Bologna, Napoli, Palermo, Firenze, Cagliari, Pescara, Cosenza, Ancona, Perugia, Campobasso e Potenza contro quelli che definiscono "trafficanti di olio e di grano" che attraverso "speculazioni e import selvaggio fanno crollare le quotazioni". A rischio, dice Coldiretti, "la salute dei cittadini" e la richiesta di "più controlli e uso di tecnologie come risonanza magnetica e isotopi da impiegare come prove in giudizio".

Al Sud, riferisce Coldiretti il grano sotto trebbiatura viene pagato 19 centesimi al chilo, mentre la pasta costa minimo 2 euro al chilo e il pane 3 euro. Per l'olio extravergine di oliva, pilastro della Dieta Mediterranea, "uno dei casi simbolo del made in Italy sotto attacco".

Nell'ultimo anno il prezzo è crollato del 50%, mentre i costi a carico dei produttori nazionali sono aumentati di oltre 200 euro a ettaro, dice Coldiretti citando i dati del Centro studi Divulga. "I dati ufficiali della filiera mostrano infatti - spiega Coldiretti - che l'Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extra vergine d'oliva, cifra che peraltro potrebbe essere rivista ulteriormente al ribasso con controlli più stringenti, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, un export di 318 milioni di litri e un import di ben 545 milioni di litri all'anno".

Guardando le cifre "i conti non tornano - sottolinea Coldiretti - perché c'è chi trucca l'origine ingannando cittadini e agricoltori". Da qui le richieste contenute nel documento consegnato ai prefetti.

Oltre all'aumento di ispezioni e controlli innovatici, occorre - secondo Coldiretti - vietare la miscelazione di olio d'oliva extravergine e sottoprodotti trattati termicamente che diventano extravergine, introdurre la fatturazione obbligatoria delle olive, sospendere l'olio a dazio zero dalla Tunisia, vietare la vendita sotto il costo di produzione.

Serve poi, prosegue Coldiretti, "fermare una volta per tutte il grano al glifosate. Non è più accettabile - dice - continuare a importare grano fatto seccare con il diserbante quando in Europa non è permesso". Infine, dalla Commissione unica nazionale Grano "vanno esclusi i commissari in conflitto di interessi. Non è tollerabile che Confcooperative - afferma Coldiretti in una nota - chieda ribassi più alti di quelli proposti dagli industriali".

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