Colf e badanti, costerà di più pagare i contributi: almeno 70 euro per ogni trimestre
Avvalersi dell’aiuto di una colf, badante o babysitter, quest’anno sarà più caro, almeno per quanto riguarda l’Inps. L’aumento ha fatto sentire i suoi effetti dall’11 aprile (il 10, scadenza naturale...
Avvalersi dell’aiuto di una colf, badante o babysitter, quest’anno sarà più caro, almeno per quanto riguarda l’Inps. L’aumento ha fatto sentire i suoi effetti dall’11 aprile (il 10, scadenza naturale è festivo), il termine entro il quale le famiglie dovevano versare i contributi per il primo trimestre 2023 (gennaio-marzo). L’aumento è dovuto alla lievitazione dell’8,1% delle retribuzioni convenzionali su cui viene calcolata la contribuzione in modo da tenere il passo con l’inflazione. Così ad esempio per la prima fascia, la retribuzione limite passa da 8,25 a 8,92 euro. Per una babysitter che presta un’attività di 20 ore alla settimana il contributo minimo settimanale passa da 29,20 a 31,60 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo pieno, 25 ore la settimana, la somma da versare all’Inps passa da 26,50 a 28,75 euro. Per coprire un trimestre (13 settimane) serviranno 373,75 euro invece di 305,50. La retribuzione da considerare ai fini del versamento dei contributi è stabilita dalla legge che prevede tre fasce di salario orario convenzionale, cui corrispondono altrettante fasce di retribuzione effettive.
Colf e badanti, aumentano i contributi: almeno 70 euro a trimestre in più per un full time. Per il calcolo dei contributi è sufficiente ricercare, nella tabella, l’importo del contributo orario corrispondente alla retribuzione effettiva corrisposta. Basterà poi moltiplicarlo per il numero delle ore di lavoro svolte entro l’ultimo sabato del trimestre solare. Per i rapporti con orario superiore alle 24 ore (minimo 25 ore presso lo stesso dato di lavoro) è stabilita un contributo orario di 1,15 euro, indipendentemente dalla paga effettiva. Dal 2013 le quote orarie sono diverse a seconda del contratto stipulato (anche a voce) con la colf e badante. Se il rapporto di lavoro è connotato da una scadenza finale, scatta un contributo aggiuntivo. È la conseguenza dell’introduzione della Naspi, la nuova indennità di disoccupazione. Addizionale che non si paga, però, se la colf o badante è assunta per sostituire lavoratori assenti (ad esempio durante le assenze per ferie estive, oppure per malattia o maternità).
Colf e badanti, aumentano i contributi: almeno 70 euro a trimestre in più per un full time. Per il calcolo dei contributi è sufficiente ricercare, nella tabella, l’importo del contributo orario corrispondente alla retribuzione effettiva corrisposta. Basterà poi moltiplicarlo per il numero delle ore di lavoro svolte entro l’ultimo sabato del trimestre solare. Per i rapporti con orario superiore alle 24 ore (minimo 25 ore presso lo stesso dato di lavoro) è stabilita un contributo orario di 1,15 euro, indipendentemente dalla paga effettiva. Dal 2013 le quote orarie sono diverse a seconda del contratto stipulato (anche a voce) con la colf e badante. Se il rapporto di lavoro è connotato da una scadenza finale, scatta un contributo aggiuntivo. È la conseguenza dell’introduzione della Naspi, la nuova indennità di disoccupazione. Addizionale che non si paga, però, se la colf o badante è assunta per sostituire lavoratori assenti (ad esempio durante le assenze per ferie estive, oppure per malattia o maternità).

