Colle, via alle consultazioni Mattarella stringe i tempi Nuovo governo entro il 15

9 Dicembre 2016

Ricevuti Napolitano e i presidenti di Camera e Senato. Oggi i gruppi parlamentari

ROMA. Trenta minuti di colloquio ciascuno. Nessuna dichiarazione ufficiale. Sergio Mattarella, come da programma, ha iniziato le consultazioni per risolvere la crisi di governo. Il primo incontro è stato con il presidente del Senato, Pietro Grasso, seconda carica dello Stato e tra i nomi che sono circolati più insistentemente nelle scorse ore come ipotetica guida di un governo istituzionale o di transizione. Poi è stato il turno della presidente della Camera Laura Boldrini e quindi del Capo dello Stato emerito Giorgio Napolitano. Dichiarazioni non ci sono state ma è facile immaginare che i vertici istituzionali abbiano rappresentato al capo dello Stato tutti i rischi di una crisi al “buio”. Tre le ipotesi sul tavolo del presidente della Repubblica: governo di tutti i partiti, guidato dal presidente del Senato o da un’altra autorità super partes. Governo politico, sostenuto dall’attuale maggioranza ma guidato dai ministri Padoan o Gentiloni e Renzi-bis con una nuova compagine di ministri. La prima opzione, al Colle, rimane quella di un reincarico a Renzi.

Un punto sembra più saldo degli altri: esattamente tra una settimana, il 15 dicembre, si riunisce il Consiglio Europeo. Per quella data, il Quirinale vorrebbe avere un nuovo governo in grado di rappresentare l’Italia al tavolo dei 27 leader. Un vincolo temporale che restringe molto il campo delle possibili soluzioni alla crisi: di fatto, gli unici nomi in grado di arrivare credibilmente all’incarico per quella data sono lo stesso premier uscente Renzi , il ministro dell’Economia Padoan, o il ministro degli Esteri Gentiloni. Mattarella verificherà di persona tutte le posizioni, ma il cerino rischia di tornare rapidamente, forse già sabato sera, nelle mani del Pd. Collaborazione con il Quirinale significa che Renzi, se non vuole prendersi la responsabilità di un bis, deve prepararsi a indicare un altro nome. Il premier dimissionario continua a sostenere di volersi fare da parte, ma guarda con sospetto le manovre interne al Pd dei capicorrente - da Franceschini a Orlando - e teme che dare il via a un governo Padoan o Gentiloni sarebbe facile ma non altrettanto semplice poi fermarlo a primavera.

Il rischio di una rottura dentro il Pd è altissimo e le manovre per cercare di far proseguire la legislatura anche senza Renzi non sono facili. Le consultazioni proseguiranno oggi con i partiti più piccoli . Uno ad uno, tutti i gruppi parlamentari (23) incontreranno Mattarella ma sarà comunque sabato la giornata più calda quando saliranno al Colle la delegazione della Lega Nord senza Salvini, quella di Forza Italia (guidata da Berlusconi), il Movimento 5 Stelle senza Grillo e infine il Pd. Anche la delegazione dem sarà orfana del suo segretario. Ci saranno invece Lorenzo Guerini, Matteo Orfini e i due capigruppo, Luigi Zanda ed Ettore Rosato.

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