Colletta tra bengalesi per riportare a casa la salma dell’amico
Preghiera collettiva intorno alla bara davanti alla stazione L’ambulante, vedovo da poco, era padre di tre figli piccoli
PESCARA. Una povera bara di legno adagiata sull’asfalto accanto alla stazione, laddove inizia il mercatino dei senegalesi. Il funerale di Hussein Musharaff, 50 anni, originario di Kumilla in Bangladesh, ma residente a Silvi, nel teramano, si è svolto così, poco prima delle 13, con decine di persone ad assistere alla cerimonia pagata con una colletta dagli amici bengalesi dell'associazione culturale islamica An-Noor, con sede in via Pisa a Pescara, e dal Comune di Silvi. Una gara di solidarietà che ha coinvolto i bengalesi di Pescara, Silvi e Alba Adriatica, in tutto circa 300 persone, i quali hanno raccolto, a offerta libera, duemila euro. Altri 1250 euro sono stati sborsati dal Comune di Silvi, territorio dove Musharaff lavorava come commerciante ambulante di abbigliamento e chincaglierie e dove risiedeva con la moglie (morta sei mesi fa) e con i tre figli di 14, 12 e 3 anni, ora affidati agli assistenti sociali del Comune. Una commovente storia di ordinaria immigrazione. La salma dell'uomo è stata ricomposta dagli operatori dell'impresa di pompe funebri Gennaro Trombetta di Napoli e rimandata in Bangladesh dove saranno ad attenderla i familiari di Musharaff, stroncato da una breve malattia. L'impresa di onoranze funebri partenopea non è stata scelta a caso.«E' stata Musharaff a volerla», spiega Uddin Nasir, titolare del negozio di bigiotteria Nilima e Simona Enterprise di via Milano, che ha officiato il rito con una preghiera islamica- perché l'azienda ci ha fatto un’offerta vantaggiosa, ma anche perché è la stessa chiamata a occuparsi del funerale della moglie, mesi fa. Ci siamo riuniti in strada, dopo aver chiesto il permesso ai vigili urbani, perché così è nostra tradizione quando non possiamo ospitare troppe persone in una casa o nella moschea, spazio che non avrebbe contenuto tutti. Noi, invece, preghiamo tutti insieme, i nostri morti». Marito e moglie sono tornati nel loro ultimo viaggio in Bangladesh, salutati anche da Raman, nuovo imam della comunità pescarese, ma i figli sono rimasti in Italia. I tre bambini cresceranno nella terra che li ha visti nascere e che li ha accolti, ma per il momento sono accuditi dagli assistenti sociali del Comune di Silvi.
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