Colori e indice Rt, cambia il metodo di valutazione

Le regioni chiedono nuovi parametri per le restrizioni: pressione ospedaliera e incidenza dei contagi
PESCARA. Tutti gli indicatori legati all’emergenza Covid-19, in Abruzzo, scattano la fotografia di una regione a rischio basso, da zona gialla. Una situazione che non cambierebbe neppure se, come sembra, dovesse essere modificato il modello della valutazione di rischio. Su impulso della politica e delle Regioni, infatti, l’Istituto Superiore di Sanità e i tecnici regionali sono al lavoro sul possibile nuovo metodo, da esaminare in sede di confronto tra Governo ed enti locali. Le anticipazioni parlano di due indicatori sul tavolo: la situazione negli ospedali e l’incidenza dei contagi.
INDICE RT. Si lavora, quindi, per superare il tanto controverso indice Rt (erre con ti), cioè il tasso di riproduzione netto della malattia, calcolato in ritardo e solo sui soggetti sintomatici. Con le regole attuali, tale parametro, già nei prossimi giorni, rischierebbe di far passare alcune regioni in zona arancione. Per l’Abruzzo l’ultimo dato disponibile è quello del monitoraggio del 7 maggio: l’indice era pari a 0,82, in lieve aumento rispetto allo 0,78 del 30 aprile, ma comunque lontano dall’1 (valore oltre il quale scatta l’arancione).
INCIDENZA. Le Regioni vorrebbero comunque pensionare il sistema a colori e sostituirlo con un meccanismo di zone a basso-medio e alto rischio. Un ruolo fondamentale sarebbe quello giocato dall’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti. Con le nuove regole ipotizzate, la zona a maggior rischio potrebbe scattare al superamento di un valore pari a 150. Il dato in Abruzzo è in graduale discesa e al momento è a 71, rispetto ad una soglia attualmente fissata a 250, oltre la quale scatta la zona rossa. Il record regionale c’è stato a metà novembre, nei giorni peggiori della seconda ondata, quando l’indicatore raggiunse quota 370.
LA SITUAZIONE. L’incidenza settimanale, parametro che consente di scattare la fotografia della situazione in tempo reale, viene utilizzata anche dalla task force della Regione Abruzzo per valutare le misure localizzate in caso di focolai. I due comuni attualmente in zona rossa - Celano e Sant’Egidio alla Vibrata - ad esempio, sono finiti nell’area a maggiori restrizioni proprio perché avevano superato i livelli di guardia. A livello provinciale, la situazione più favorevole, con un valore pari a 32, nonostante ieri ci sia stato un incremento di cinque punti, è quella del Pescarese, che ormai da 28 giorni consecutivi è la provincia d’Italia con il dato più basso. Migliorano il Teramano (69) e il Chietino (87), mentre è stabile l’Aquilano (93).
RT OSPEDALIERO. Altro parametro che potrebbe essere utilizzato per la nuova classificazione di rischio delle regioni è l’Rt ospedaliero, ovvero la pressione sulle strutture sanitarie. Il passaggio in zona ad alto rischio avverrebbe se il livello di occupazione dei posti letto di area medica e di terapia intensiva arrivasse rispettivamente al 30% e al 20%, contro il 40 e il 30% attuali. Si tratta di un indicatore che in Abruzzo continua a migliorare: al momento è occupato il 14% dei posti letto di terapia intensiva e il 19% di quelli di area non critica. (l.d.)

