Colpisce a sangue la vicina: arrestato infermiere 31enne

22 Novembre 2024

La testimone: ho sentito le urla, sono corsa fuori. Dimessa la 58enne ferita

PESCARA. Una lite per i rispettivi cani al guinzaglio. È questa la causa del tentato omicidio per cui da mercoledì sera è in carcere un infermiere 31enne di Cepagatti, Alessandro Di Nardo. Dopo quel banale alterco avvenuto intorno alle 14 di mercoledì, il giovane ha infatti colpito alle spalle, con un oggetto di ferro appuntito, presumibilmente il portachiavi che aveva con sè, la vicina 58enne. La donna, V.D. sorpresa da dietro mentre stava cercando le chiavi del cancello per rincasare insieme a un’amica, è stata spinta e colpita a una spalla e al collo, per finire a terra sanguinante.
E a terra l’ha lasciata, il 31enne, che è subito tornato a casa dove i carabinieri della stazione di Cepagatti sono andati a prenderlo di lì a poco. Decisivo, oltre alle testimonianze della vittima, dell’amica e di una vicina che ha subito chiamato i soccorsi, anche il riscontro avuto dalle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza di due villette lì intorno.
Momenti drammatici e di grande concitazione, in via Alfonso Della Valle, zona costellata di abitazioni singole a ridosso del centro, dove tutti si conoscono e si rispettano.
«Ho sentito delle urla, prima l’abbaiare forte dei cani e poi un grido forte», ha raccontato al microfono della Tgr la vicina, «e sono scappata fuori, perdeva tanto sangue, l’ho dovuta tamponare». Sul posto si sono poi precipitati i sanitari del 118 che hanno trasportato la donna ferita in ospedale dove è arrivata in codice rosso. Fortunatamente, dopo una giornata di accertamenti ed esami, ieri è stata dimessa, ma le ferite riportate alla schiena e sotto l’orecchio destro raccontano di una tragedia scampata e di una paura difficile da mandare via.
Da quanto ricostruito, il 31enne era da poco rientrato a casa, dopo essere stato al Caf per delle commissioni, e con il suo Labrador al guinzaglio era uscito per la consueta passeggiata. È stato allora che ha incrociato la vicina con il cane al seguito. Tra i due animali è successo qualcosa, hanno abbaiato, probabilmente si stavano per attaccare. In ogni caso lei, proprio in merito alla reazione degli animali, avrebbe detto all’infermiere che non doveva passare più di là. E questo avrebbe mandato in black-out il giovane che l’ha raggiunta poi da dietro e l’ha colpita con il primo oggetto che gli è capitato tra le mani. Un portachiavi di ferro appuntito, capace di ferire a sangue la donna.
È questo l’epilogo, solo per un caso non tragico, di una storia iniziata a gennaio del 2022 quando Di Nardo, infermiere specializzato in servizio alla Cardiochirurgia delle Torrette di Ancona fu investito mentre, alla fine del turno di lavoro, tornava dall’ospedale alla stazione, dopo aver perso l’ultimo autobus della sera. In quell’incidente riportò un gravissimo trauma cranico e finì in coma. Per due mesi, oltre alla famiglia, tutta la comunità di Cepagatti pregò per lui, conosciuto da tutti come un ragazzo serio, cresciuto in parrocchia, bravissimo, per anni negli scout. E alla fine Alessandro, che rimase in ospedale fino a settembre e poi da lì nel centro di riabilitazione di Porto Potenza Picena, si riprese, ma non del tutto. Dalle Torrette fu trasferito alla Asl di Pescara, al distretto sanitario di Cepagatti, riammesso al lavoro con la certificazione di entrambe le Asl di quanto accaduto e dei danni riportati, come riferisce il suo legale, l’avvocato Giuseppe Amicarelli. Problemi di perdita della memoria breve e di una sorta di irascibilità, causata proprio dai danni riportati da quel grave investimento in cui aveva visto la morte in faccia. Momenti di black out che già lo scorso settembre, sul posto di lavoro, al distretto sanitario di Cepagatti, lo avevano visto protagonista di un’aggressione ai danni di un medico della struttura che l’aveva ripreso per alcuni suoi comportamenti. Sempre per problemi di cui il datore di lavoro, rimarca il legale, era a conoscenza Un episodio che finì comunque con l’esasperare il disagio psicologico del giovane che poi si mise in malattia. E due giorni fa, appunto, l’epilogo: l’aggressione alla vicina di casa con la prima cosa che gli è capitata tra le mani e di cui adesso dice di non ricordare granché. Oggi sarà sentito dal gip Maria Carla Sacco (pm Gennaro Varone). Il suo avvocato chiederà per lui i domiciliari in un centro di riabilitazione.