Comando dei vigili urbani: l’agibilità resta un rebus

A cinque mesi dalla richiesta dei sindacati preoccupati per lo stato dell’edificio disertata la riunione della commissione. E ora il caso rischia di finire in Procura
PESCARA. Rischia di finire in Procura il caso del comando dei vigili urbani di via del Circuito. Da mesi ormai, da quando le organizzazioni sindacali hanno indirizzato la lettera di richiesta di chiarimenti sull’agibilità dell’edificio al sindaco Alessandrini, e all’assessore alla Polizia municipale Gianni Teodoro (oltre che al comandante Carlo Maggitti, al responsabile del servizio Prevenzione e protezione, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, al datore unico di lavoro e per conoscenza al prefetto Basilicata) la questione è rimasta insoluta.
Ma adesso rischia di finire in Procura, come minaccia Armando Foschi, dell’associazione “Pescara-Mi piace” dopo che ieri gli stessi interlocutori interpellati nei mesi scorsi dai sindacati dei vigili urbani (sindaco e assessore in testa) non si sono presentati alla riunione della commissione di Vigilanza chiesta dalla stessa associazione, e ottenuta, proprio per dare una risposta ai timori dei vigili urbani sulla sicurezza dell’edificio.
«La seduta verrà riconvocata», puntualizza Foschi, «ma nel frattempo “Pescara-Mi piace” valuterà l’opportunità di portare la documentazione in Procura con un esposto cautelativo in cui chiedere di accertare lo stato dei fatti».
Al comando della polizia municipale lavorano 128 agenti ed è proprio per la loro sicurezza che lo scorso settembre, quando si apprese da una relazione dei tecnici comunali che la scuola media Michetti, che comprende anche il comando di polizia municipale, sarebbe stata priva dei requisiti sismici e della certificazione di prevenzione incendi, i sindacati inviarono la richiesta di chiarimenti. Allarmati già dalle continue infiltrazioni di acqua che incombevano da tempo sull’edificio.
La mia richiesta di risposte non è stata soddisfatta neanche nella riunione convocata ad hoc ieri mattina in Comune. «Non un assessore né un tecnico si sono degnati di partecipare alla commissione Vigilanza per dare una risposta agli agenti che a settembre 2018 hanno chiesto solo di sapere se lavorano in un edificio sicuro o no», rimarca Foschi, «hanno preferito disertare il vertice anziché affrontare il confronto». (e.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

