Comitato Nuova Pescara: le associazioni salgono a 22

17 Settembre 2017

Nominati i vertici: Camplone (Confindustria) e Odoardi (Cna) presidente e vice «I ritardi della politica hanno fatto perdere 45 milioni di finanziamento»

PESCARA . Ventidue organismi, tra istituzioni, associazioni, sindacati e ordini professionali nel comitato “Nuova Pescara”, per la nascita della 19ª città più grande d’Italia, e che di recente ha costituito i suoi organi di rappresentanza e si è dotata dello statuto.
A breve, si terrà anche un incontro con la Regione per la definizione di un crono programma operativo. Dopo la pausa estiva, prosegue dunque l’attività della Nuova Pescara, l’associazione, nata nell’ambito del Forum dell’economia e dello sviluppo per l’attuazione del referendum sulla Nuova Pescara. Alla carica di presidente e vice presidente sono stati eletti, rispettivamente, Marco Camplone espressione di Confindustria Chieti Pescara, e Cristian Odoardi, in rappresentanza della Cna Pescara. Lo statuto adottato lascia la porta aperta a nuove adesioni, totalmente gratuite, sia di singoli cittadini che di associazioni. Non sono, inoltre, previsti emolumenti e rimborsi spese per alcuno degli associati.
L’associazione ha l’obiettivo di incalzare la politica sull’attuazione della volontà popolare (ben il 64%), espressa nel referendum del 2014, che porterebbe all’accorpamento dei territori di Pescara, Spoltore e Montesilvano, dando così origine alla 19ª città più grande di Italia, con oltre 190mila abitanti, e a un’area metropolitana, di circa 300mila cittadini, con una densità di abitanti per chilometro quadrato superiore a quelle di Milano e Roma.
I vantaggi dovuti all’accorpamento sarebbero molteplici: riduzione dei costi amministrativi, capaci di generare risparmi da destinare a interventi prioritari; attrazione di finanziamenti su scala internazionale; rivitalizzazione della vocazione commerciale, industriale e turistica del territorio; modernizzazione dei trasporti pubblici.
«I ritardi della politica», dicono i promotori dell’iniziativa, «hanno determinato una perdita di ben 45 milioni di euro di possibili finanziamenti a cui la nuova città avrebbe potuto avere accesso se si fosse costituita all’indomani del referendum. La mission della Nuova Pescara, dunque, è quella di garantire velocità dei tempi e certezza dei risultati con un crono programma che sarà a breve oggetto di un incontro con la Regione».
«Tutto è fermo da troppo tempo e in maniera completamente ingiustificata», dice il presidente Camplone, «però siamo fiduciosi che la politica, in primis il governatore Luciano D’Alfonso, abbia un atteggiamento costruttivo e collaborativo, nel pieno rispetto della volontà popolare. Tutti noi ci auguriamo che non vengano alimentati interessi personali a livello politico. Il modello a cui ispirarsi è quello che novant’anni fa ha portato all’unione tra Pescara e Castellamare adriatico. Il nostro è un territorio omogeneo. Di fatto, siamo già un’unica città». Gli organismi che hanno aderito finora sono la Camera di Commercio di Pescara, Università d’Annunzio, Fondazione Pescara Abruzzo, Cna Pescara, Adiconsum Abruzzo,Ugl Pescara, Confartigianato,Confcommercio e Confesercenti Pescara , Confindustria Chieti Pescara,Cisl Abruzzo,l Cgil Abruzzo e Uil Abruzzo, Cia Chieti-Pescara, Codacons Abruzzo, Comitato “Pescara Montesilvano Spoltore”, Casartigiani Abruzzo, Associazione Siae (Sviluppo ambiente lavoro edilizia) , Federmanager Abruzzo Molise , Ascom Abruzzo, Arco consumatori e Consulta delle Professioni.