Comune e Provincia sciolgono la società del Palacongressi

14 Febbraio 2015

MONTESILVANO. Passo avanti verso la liquidazione della Palacongressi spa. L’assemblea straordinaria, giovedì scorso, ha deliberato all’unanimità lo scioglimento anticipato della società e la sua...

MONTESILVANO. Passo avanti verso la liquidazione della Palacongressi spa. L’assemblea straordinaria, giovedì scorso, ha deliberato all’unanimità lo scioglimento anticipato della società e la sua messa in liquidazione. Il Comune, proprietario del 51 per cento delle quote, e la Provincia di Pescara (49), hanno dimostrato dunque di essere sulla stessa lunghezza d’onda.

La società, costituita nel 2001 per garantire la gestione del palazzo dei congressi, nel 2005 ha sottoscritto un contratto di locazione del fabbricato con la ditta Palco, che fa capo al consorzio Grandi Alberghi, la cui scadenza è prevista per marzo 2015. Dal momento che, a oggi, la Palacongressi si occupa solo della relazione con la società affittuaria, con un onere di oltre 36 mila euro annui per il Comune, le due amministrazioni hanno intrapreso la strada della messa in liquidazione. «Ora si pone un ulteriore tassello in quel percorso di risanamento dei conti del Comune che abbiamo avviato sin dai primi giorni del nostro insediamento», dice il sindaco Francesco Maragno, «lo scioglimento, inoltre, risponde alle recenti disposizioni normative che stabiliscono la dismissione di tutte quelle società partecipate da parte di enti locali che non perseguano fini istituzionali strategici. Sin dalla sua costituzione», prosegue, «questa società, che non ha mai avuto personale è costata alle casse del Comune circa 36 mila euro l’anno, ovvero quasi 500 mila euro. Oneri che non si sono tramutati in benefici per la collettività». Ricordando, quindi, i costi inutili della società il sindaco evidenzia poi come «la Palacongressi è l’esempio lampante di un ente la cui mancanza di operatività effettiva si è tramutata in uno sperpero di denaro pubblico. Il bilancio comunale va alleggerito e per farlo è necessario recidere tutti i rami secchi». Un concetto che Maragno aveva già espresso, nei mesi scorsi, sui banchi del consiglio comunale durante la discussione del provvedimento. «È arrivato il momento di eliminare uno dei più grandi carrozzoni d’Abruzzo», aveva detto, «che rappresenta da anni solo uno strumento per assecondare il nepotismo». (a.l.)