Comune sotto organico, è allarme Un blocco alla fuga dei dipendenti

23 Settembre 2020

La Lega chiede di congelare le richieste di trasferimento ad altri enti in attesa di nuove assunzioni «Troppi pensionamenti anticipati rischiano di fermare gli uffici». Oggi la decisione del consiglio

PESCARA. È allarme per il Comune pesantemente sotto organico. I pensionamenti per raggiunti limiti d’età e quelli anticipati con Quota 100 stanno mandando in tilt l’ente. Al punto che si corre il rischio di uno stop di alcuni servizi. Le assunzioni avvenute finora non sono bastate a coprire i numerosi posti vuoti negli uffici. Per questo motivo, è stato predisposto un piano di emergenza.
Questa mattina il capogruppo della Lega Vincenzo D’Incecco presenterà in consiglio comunale una mozione, firmata da numerosi consiglieri di maggioranza, per impegnare il sindaco e la sua giunta ad «adottare», è scritto, «tutti i provvedimenti necessari ad evitare ogni ulteriore uscita, in posizione di comando, del personale inquadrato esclusivamente nei livelli C e D».
Il riferimento del capogruppo è alle richieste di trasferimento volontario verso altri enti pubblici che ogni anno presentano decine di dipendenti comunali. Gli uffici più ambiti sono quelli della Regione, ma c’è chi chiede anche di andare a lavorare in qualche Comune della provincia pescarese o dell’Abruzzo. La restrizione, comunque, dovrebbe riguardare gli impiegati assistenti e istruttori e i funzionari con incarichi direttivi. Ovviamente, vengono esclusi da un eventuale blocco i trasferimenti tutelati per legge, ossia quelli richiesti dai dipendenti per motivi familiari, di salute o per assistere persone malate e non autosufficienti. Ma la mozione chiede anche altro, ossia «avviare le procedure finalizzate al rientro immediato di tutti i dipendenti inquadrati nelle categorie C e D e attualmente comandati presso altri enti».
Nel provvedimento vengono spiegati i motivi di queste richieste. «La dotazione organica teorica del Comune», si legge, «prevede che il personale di categoria C debba ammontare a 451 unità, mentre quello di categoria D debba essere pari a 181 dipendenti. La dotazione organica effettiva, alla data del 18 settembre 2020, è invece di 328 unità per la categoria C (meno 123) e di 128 unità per la categoria D (meno 53) con evidenti e rilevanti carenze, solo parzialmente compensate dalle programmate assunzioni per il biennio 2020-2021».
«In relazione a queste categorie C e D», prosegue la mozione, «nel solo anno 2021, ad appesantire una situazione già ampiamente deficitaria sotto l’aspetto numerico, sono pianificate dieci dimissioni causa pensionamento». «Si ritiene quindi indispensabile», conclude il provvedimento all’esame oggi del consiglio, «garantire una presenza di professionalità adeguate alle esigenze dell’ente, anche in relazione alla tempestiva realizzazione delle linee programmatiche di mandato approvate ad inizio consiliatura dall’assemblea civica».
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