Comunioni come le nozze: spese alte, animazioni e prove trucco

19 Maggio 2019

La corsa agli acquisti delle famiglie che cominciano i preparativi un anno prima tra prenotazioni di ristoranti, estetisti e parrucchieri. Di moda i cambi d’abito, le confettate e le bomboniere-gioiello

PESCARA. Le bambine fanno la prima comunione abbigliate e acconciate come «sposine». Così le vogliono mamma e papà che spendono una fortuna, tra abiti per ogni circostanza, dalla cerimonia in chiesa al pranzo con gli invitati, alle scarpe col tacchetto ai capelli ornati di perle e swarovski, per vedere le loro figlie, circa 9 anni, belle e radiose nel giorno che le avvicina all’Eucarestia.
Nelle folli spese per ristorante, obolo in chiesa, regali per i catechisti, madrina e padrino, animazione, fotografo e gruppi musicali, le confettate, rientra anche il capitolo “trucco”. Lieve, appena accennato, ma un rossettino gloss le bimbe che ricevono la prima comunione, non se lo fanno mancare. E c’è chi vuole anche i segnaposti sul tavolo degli invitati. Sembrano «matrimoni», rivelano gli addetti ai lavori, ma sono comunioni queste sfilate di bimbi che entrano in chiesa nelle domeniche di maggio, con la tunichetta sobria e poi si cambiano d’abito al ristorante. Una o due volte, a seconda se i giorni di festa sono suddivisi tra parenti e amici. Ma nelle settimane che precedono il rito sacro, mamme e figlie fanno la fila da parrucchieri ed estetisti per fare la prova acconciatura e la prova trucco.
I coiffeur, in questo periodo, sono costretti a «fare gli straordinari e ad andare a domicilio». Addirittura gli hair stylist vengono «prenotati con mesi di anticipo». Così come i ristoranti, un anno prima dell’evento. Per fare un po’ di conti a difetto, le tunichette a buon mercato 35 euro, 300 euro per i cambi d’abito, 150 euro per le acconciature di mamma e figlia. Senza contare i regali supertecnologici di nonni e parenti destinati ai bimbi: computer, iphone 8, orologi di marca e bracciali charm.
E poi ci sono le bomboniere, dai 7 euro per gli invitati fino alle 180 per i familiari più stretti. Da“Linda Sansone bomboniere” in via Venezia, sono passate, in 40 anni, generazioni di padri e madri (“da noi tornano i figli divenuti adulti dei clienti”) alle prese con la scelta dell’oggetto migliore per qualità e prezzo. Ed ecco che, per le confettate da almeno tre chili «che vanno tanto di moda», la signora delle bomboniere riesce ad accontentare anche i palati più difficili con una vasta gamma di confetti «dai pregiati bianchi di Avola a 50 euro al chilo», illustra la negoziante», fino a quelli meno costosi, 30 euro, ma ugualmente gustosi alle mandorle tostate, al limone, ai pistacchi.
Se la scelta della bomboniera cade sulla porcellana di Capodimonte, il prezzo lievita a 165 euro al pezzo, un quadretto in argento lavorato a mano, 180 euro, per arrivare agli eleganti e sofisticati cuori e sacchetti di pizzo valenciennes da 4 a 7 euro, lo stile vittoriano a 4,50, da riempire con i confetti. Ci sono poi i pesciolini di gesso e preziose ed eleganti «conchiglie naturali» marine che possono essere indossate come gioielli da 2,50 a 17 e 47 euro. Anche le comunioni, come le cerimonie in generale, sono cambiate nel corso degli anni. «La clientela», conclude Sansone, «che arriva dai paesi spende di più di quella di città, per una comunione ci si attesta sui mille euro, ma molto dipende dal numero degli invitati».