Con l’Imu prima casa si pagava meno, parola di Bankitalia

30 Maggio 2015

La Tasi ha in pratica reintrodotto la tassa riducendo però le detrazioni, avvantaggiando quindi chi ha redditi alti

PESCARA. Tasi meglio dell'Imu sulla prima casa, con aliquote medie più basse. Ma visto che a diminuire, e sensibilmente, sono state anche le detrazioni applicate a nuclei meno agiati, l'effetto è stato comunque “boomerang”: più tasse pagate dalle famiglie più povere e, in proporzione, prelievo più leggero per i più abbienti rispetto al 2012. L'analisi sulle tasse sull'abitazione principale è di Bankitalia, che nella relazione annuale focalizza l’attenzione sugli effetti redistributivi della tassazione locale. Dopo avere analizzato il mercato immobiliare, che vede ancora il 75% delle famiglie che vive in case di proprietà e una ripresa delle compravendite (non ancora accompagnata da una ripresa dei prezzi), la relazione prende in considerazione anche l'andamento della tassazione locale, sottolineando che l'aumento dei tributi locali registrato lo scorso anno è stato sostenuto appunto dall'introduzione della Tasi (4,6 miliardi di gettito) che «di fatto ha ripristinato» l'Imu prima casa. L'analisi ha considerato un campione di 5800 famiglie, ordinate in base alla rendita catastale sulla prima casa, e utilizzando dati dell'indagine sui bilanci delle famiglie nel 2012 e le delibere comunali su detrazione e aliquote. Dall'incrocio dei dati è risultato che il passaggio dall'Imu prima casa del 2012 alla Tasi del 2014 l'aliquota effettiva del prelievo è calata dal 2,3 per mille all'1,9. Ma il calo, osserva via Nazionale, è frutto del mix tra diminuzione dell'aliquota legale media (passata dal 4,3 al 2,1 per mille) e riduzione dell'importo medio delle detrazioni, crollate da circa 230 euro a 25 euro. Per questo si è avuto un impatto inverso sulle famiglie: per il 40% dei nuclei con case “modeste”, che prima beneficiavano delle detrazioni, si è avuto un aumento dell'aliquota effettiva, che invece è diminuita, in modo crescente all'aumentare della base imponibile, nel caso dei quintili superiori, dove ha avuto appunto un più forte impatto l'effetto della riduzione dell'aliquota legale. Per ottenere un effetto redistributivo più equo, Bankitalia propone due rimedi: da un lato introdurre una detrazione più ampia e a importo fisso su tutto il territorio (come era quella per l'Imu prima casa) ma anche, in seconda battuta, riallineare la base imponibile non al valore catastale attuale ma al valore di mercato degli immobili, che andrebbero così a incidere maggiormente sulle famiglie più abbienti, o comunque proprietarie di immobili di maggior valore.