Con Resto al Sud creati 871 nuovi posti di lavoro

Sono 229 le domande presentate dai giovani abruzzesi tra i 18 e i 35 anni Ieri a Pescara l’incontro organizzato da Intesa Sanpaolo, Intercredit e Invitalia
PESCARA. Con 15 milioni di investimenti, previsti con la misura “Resto al Sud”, in Abruzzo nasceranno 871 nuovi posti di lavoro. Un numero destinato a salire se si considera che, complessivamente, ammonta a 1 miliardo e 250 milioni di euro la dotazione finanziaria volta a sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate da under 35 nelle otto regioni del Mezzogiorno d’Italia.
«I soldi ci sono e devono essere spesi perché non possiamo prenderci il lusso di perdere nessuno per strada. Ogni domanda è potenzialmente finanziabile, non esistono progetti che piacciono ma mancano le risorse», ha spiegato Giuseppe Glorioso di Invitalia, l’agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa del Ministero dell’Economia, nel corso dell’incontro organizzato ieri mattina all’auditorium Petruzzi di Pescara.
LE DOMANDE. Ad oggi sono 229 le domande presentate dai giovani aspiranti imprenditori abruzzesi, tra i 18 e i 35 anni, a fronte di 4.292 richieste arrivate da Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna, Molise e Abruzzo. Tra queste, soltanto 1.500 hanno avuto esito positivo per un totale di 284 milioni di euro di investimenti, 15.897 posti di lavoro previsti e 300 contratti di finanziamento già conclusi.
I numeri sono stati snocciolati durante l’incontro “Resto al Sud. Per chi crede nella propria terra e nel domani” organizzato da Intesa Sanpaolo, Intercredit e Invitalia. Alla presentazione della misura, voluta dal Governo per incentivare la creazione di nuove imprese da parte dei giovani del Mezzogiorno, ieri mattina sono intervenuti il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, il direttore commerciale retail Emilia Romagna, Abruzzo, Marche di Intesa Sanpaolo Lorenzo Piatti, il presidente e il direttore del confidi interregionale Intercredit Gianfranco Mancini e Stefano Di Ventura, e Giuseppe Glorioso di Invitalia.
LE AGEVOLAZIONI. Le agevolazioni previste con la misura “Resto al Sud” comprendono l’erogazione di un contributo a fondo perduto pari al 35% delle spese ammissibili, stanziato da Invitalia, e un finanziamento bancario pari al 65% concesso dal gruppo Intesa Sanpaolo e dagli altri istituti di credito convenzionati. Ogni aspirante imprenditore può richiedere fino a 50mila euro. Ma nel caso in cui il progetto è proposto da una società già costituita o prossima alla costituzione, le somme aumenteranno fino a un massimo di 200mila euro per quattro o più richiedenti. Le risorse prestate potranno essere restituite in un tempo massimo di otto anni, Invitalia dovrà accollarsi le spese degli interessi previsti nei primi due anni di pre-ammortamento.
IL RUOLO DELLE BANCHE. «Ma le banche dovranno fare la loro parte», ha ammonito Lorenzo Piatti rivolgendosi alla platea di direttori di area presenti ieri in sala, «i giovani con idee e progetti di valore devono trovare un supporto reale ed efficace per dare concretezza alle proprie iniziative imprenditoriali nella propria terra d’origine. La nostra banca è da sempre attenta alle esigenze di tutte le fasce di età e non poteva che essere in prima linea anche in questa importante e strategica iniziativa. Aderendovi, Intesa Sanpaolo vuole sostenere concretamente la nascita di nuove realtà produttive anche in Abruzzo, favorendo lo sviluppo sociale e la crescita economica».
«Fra le nostre priorità», evidenzia Gianfranco Mancini, presidente Intercredit, «c’è l’assistenza tecnica e la consulenza alle imprese socie, oltre all’attività di formazione professionale, di avviamento al lavoro, alla funzione amministrativa e finanziaria d’impresa. Solo negli ultimi sette anni abbiamo garantito l’accesso al credito di 1.200 nuove imprese neo costituite o costituende del territorio facendo ottenere loro finanziamenti per oltre 50 milioni di euro, affiancandole nei temi dell’educazione bancaria e finanziaria, della monetica e degli strumenti di pagamento, dello sviluppo dell’attività d’impresa e nell’orientamento a competere nel mercato del lavoro. Troppo spesso, infatti, senza una costante assistenza tecnica o nei primi anni di attività, le nuove imprese rischiano di arenarsi».
REQUISITI E SETTORI. Tra i requisiti per l’accesso al bando c’è la residenza in una delle otto regioni del Mezzogiorno e l’assenza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Inoltre i beneficiari non devono essere titolari di imprese attiva né devono aver ottenuto agevolazioni negli ultimi tre anni. «Tutti i requisiti», aggiunge Glorioso di Invitalia, «possono essere acquisiti anche in un secondo momento, all’esito della valutazione della domanda. “Resto al Sud” potrebbe anche chiamarsi “Torno al Sud” oppure “Vado al Sud” pensando a tutti quei giovani che decidono di tornare nella propria terra oppure di trasferirsi. I tempi sono: 60 giorni dalla comunicazione per chi abita in Italia o 120 giorni per chi risiede all’estero».
Possono essere ammesse al finanziamento tutte le iniziative imprenditoriali nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, fornitura di servizi alle imprese e alle persone, turismo. Sono invece escluse le attività agricole, libero professionali e il commercio.
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