Concessioni balneari, si va verso la proroga

9 Febbraio 2023

Si riaccende la speranza per 700 proprietari di stabilimenti che rischiano di perdere tutto a fine anno

PESCARA. Il nodo balneari dovrebbe essere sciolto. Dopo una riunione tra maggioranza e governo i relatori al decreto Milleproroghe in discussione in commissione Affari Costituzionali e Bilancio al Senato hanno messo a punto un emendamento che concede più tempo, fino a luglio (quindi cinque mesi in più) per la mappatura delle concessioni demaniali per l’esercizio della delega prevista dal ddl Concorrenza.
Nello stesso periodo sarà vietato procedere a bandi di vendita all’asta delle concessioni, come prevede la Direttiva europea Bolkestein, in attesa dei decreti attuativi sul riordino della disciplina in materia che saranno emanati comunque a febbraio. L’intervento viene poi completato con la proroga di un anno della messa a gara delle concessioni balneari, come previsto da un emendamento di Forza Italia che verrà approvato da tutta la maggioranza. I tecnici hanno lavorato con i relatori per definire il nuovo testo. Gli altri temi sono stati sciolti e dunque le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio di Palazzo Madama riprenderanno le votazioni sugli emendamenti. Il provvedimento andrà in aula martedì 14 febbraio.
«Al termine di un percorso di ascolto con le associazioni maggiormente rappresentative del comparto balneare, Fdi ha preso atto della richiesta maggioritaria di procedere, all’interno del Dl Milleproroghe, con una proroga delle concessioni di un anno rispetto ai termini stabiliti dal ddl Concorrenza e pertanto sosterrà gli emendamenti di maggioranza che vanno in questa direzione». Così dichiara Gianluca Caramanna, deputato e responsabile Turismo di Fratelli d’Italia. Sul tema molto sentito in Abruzzo, che conta 700 concessioni balneari, interviene il deputato pescarese di Fdi, Guerino Testa.
«La risorsa costiera non è scarsa, ma ce n’è tanta ancora disponibile e da destinare in quota parte alle spiagge libere. Fratelli d'Italia», dice Testa, «ha dimostrato, con l'intervento la proroga della mappatura, la chiara volontà politica di difendere le aziende del comparto, tutelando le imprese esistenti nate prima dell’entrata in vigore della Direttiva Bolkestein. Tutti passi», conclude, «che vanno verso una riforma strutturale del comparto, obiettivo da sempre del governo Meloni». (u.c.)