Concorso per 30 vigili annullato: i promossi alle prove fanno ricorso

9 Febbraio 2021

PESCARA. Partono i ricorsi contro la sentenza del Tar che, il 28 gennaio scorso, ha annullato la procedura del concorso del Comune di fine 2019 per l’assunzione di 30 vigili urbani. Ieri i candidati...

PESCARA. Partono i ricorsi contro la sentenza del Tar che, il 28 gennaio scorso, ha annullato la procedura del concorso del Comune di fine 2019 per l’assunzione di 30 vigili urbani. Ieri i candidati risultati idonei e inseriti nella relativa graduatoria, annullata dal tribunale amministrativo sulla base dei ricorsi di 9 candidati esclusi dalle prove, hanno annunciato che impugneranno il provvedimento dei giudici davanti al Consiglio di Stato.
In una lunga nota, gli aspiranti vigili hanno contestato punto per punto quella sentenza che, a loro dire, avrebbe causato «un’evidente ingiustizia per i vincitori e gli idonei».
Secondo la sentenza, durante il concorso sarebbe stato violato il principio dell’anonimato, in quanto i candidati sarebbero stati facilmente riconoscibili in base a un codice di quattro numeri applicato ai compiti scritti. Per giunta, sempre secondo i giudici, alcuni componenti della commissione esaminatrice che facevano parte del comando della polizia municipale avrebbero conosciuto qualche concorrente già assunto in passato a tempo determinato nel corpo dei vigili.
Ma per i candidati risultati idonei queste tesi riportate nella sentenza sono confutabili. «Tutte le prove selettive riguardanti anche altri concorsi svolti dal Comune», hanno ricordato, «sono state esperite con le stesse modalità e hanno avuto la loro naturale conclusione con la pubblicazione delle relative graduatorie definitive e con l’assunzione dei vincitori». «È da rimarcare», hanno fatto presente i candidati risultati idonei, «che nessuno dei ricorrenti ha contestato, né durante lo svolgimento delle prove, né nei giorni immediatamente successivi, l’utilizzo della procedura scelta dalla società per la selezione dei candidati. Inoltre i ricorrenti, che hanno richiesto e ottenuto l’accesso agli atti della procedura concorsuale, si sono ben guardati dal richiedere in sede processuale la rivalutazione dei propri compiti da parte di altra commissione appositamente nominata».
«Altra questione sollevata», hanno aggiunto, «è la presunta “irregolare” composizione della commissione esaminatrice. Al riguardo, si evidenzia che alcuna norma vieta al comandante e agli ufficiali appartenenti al corpo della polizia municipale di presiedere e di prendere parte alla commissione d’esame. Anzi, di solito è una cosa perfettamente normale». «La sentenza del Tar, comunque non definitiva», hanno concluso, «non ha annullato il concorso, ma ha annullato la procedura concorsuale a partire dallo svolgimento e, dunque, dall’esito delle prove. Fatta salva, quindi, la prova preselettiva». (a.ben.)
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