Condomìni da incubo: migliaia di cause

2 Settembre 2018

Discussioni per i motivi più disparati: rumori, cani, fornacelle accese sul balcone. Il Codacons: «Casi in aumento»

PESCARA. Si discute per tutto. E si sopporta a lungo, a volte per anni. Poi si arriva alle diffide, alle denunce e alle cause in Tribunale. I rapporti tra vicini di casa sono sempre più difficili. E negli ultimi anni c’è stata una escalation, tanto che il Codacons parla di 43mila cause per liti condominiali in tutto l’Abruzzo (per ogni vertenza si spendono in media 5000 euro). Situazioni che si trascinano nel tempo e che poi esplodono, come quella registrata in un condominio di via Moro, dove gli inquilini hanno denunciato di recente l’Ater perché non interviene nei confronti di un assegnatario rumoroso. O l’episodio di due sere fa in via Marconi, dove la lite è esplosa per il parcheggio di una moto.
«I casi di cui ci occupiamo sono davvero molti», dice Francesco Foglietta, responsabile dello sportello di servizio Codacons di Pescara. «Arrivano da noi esasperati, per chiedere come comportarsi, volendosi difendere dai vicini». E raccontano «di vessazioni subite a lungo all’interno dei palazzi. Oppure se la prendono con l’amministratore di condominio, per la cattiva gestione». I motivi sono i più disparati. «Alberi e siepi non potati, rifiuti, cani, rumori provocati da radio e tv, schiamazzi, fornacelle accese sui balconi. Ma c’è anche chi è venuto a chiedere cosa fare per contrastare la prostituzione esercitata in un palazzo». Gli episodi di cui si occupa lo sportello, per le città di Pescara e Montesilvano, sono «aumentati in maniera spaventosa» e per Foglietta «è una conseguenza della mancanza di serenità e della crisi economica, che si ripercuotono sui rapporti sociali».
«Aumenta l’intolleranza e aumentano di pari passo le controversie», aggiunge dal Codacons di Francavilla Vittorio Ruggieri, che è vice coordinatore regionale. «Rumori, immissioni e fumi sono le cause principali delle liti. E i rumori sono la prima causa in assoluto. Le assemblee condominiali caratterizzate da un clima sereno sono ormai una chimera». Basta poco, quindi, per accendere gli animi e per spingere chi si sente penalizzato a rivolgersi al Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori. E non c’è differenza tra «persone semplici e professionisti: l’animosità è la stessa». Quando il caso arriva allo sportello si cerca, se è possibile, di «mediare, per evitare il ricorso all’autorità giudiziaria che è sempre rischioso, nel senso che non se ne conosce l’esito e richiede tempo e costi, anche per la condanna al pagamento delle spese legali», dice Ruggieri. E il Codacons non si limita a fornire dei consigli ma garantisce anche assistenza. La prima mossa è generalmente «una lettera di messa in mora» spiega Foglietta, per poi passare alla «denuncia penale».
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