Confindustria: avanti con la Nuova Pescara, spinta all’economia

Il presidente Pagliuca si appella a Marsilio: un commissario per portare avanti l’iter, è ora di snellire la burocrazia
PESCARA. «L’unione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore è un volano per l’economia, le imprese e i cittadini». Lo afferma il presidente di Confindustria Chieti-Pescara, Silvano Pagliuca. Il numero uno degli industriali, sulla Nuova Pescara, parte dai numeri: «L’aggregazione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore coinvolge circa 94 chilometri quadrati di superficie e più di 192mila abitanti. Abbiamo un’età media dei cittadini di circa 41 anni. Parliamo di un territorio che deve restare attrattivo per i nostri giovani e potrebbe diventare attrattivo anche per altri talenti d’Italia, garantendoci professionalità per le traiettorie innovative dell’economia. Su tale area si concentrano inoltre più di 20mila imprese con un bilancio di area estesa che ammonta a 181 milioni di euro». Nonostante la legge istitutiva fissi la nascita della nuova città al 1° gennaio 2023, l’iter per l’unificazione di Pescara, Montesilvano e Spoltore, sembra essere intrappolato nel limbo di assemblee costitutive dei tre consigli ripetutamente saltate per via dell’assenza dei consiglieri.
«SUBITO IL COMMISSARIO» Confindustria sposa l’appello dell’associazione Nuova Pescara di nominare un commissario per portare a termine il progetto. «Chiediamo al presidente della Regione Marco Marsilio di adoperarsi, con la sua autorevolezza, per la nomina urgente di un commissario ad acta che possa operare efficacemente verso il nuovo assetto istituzionale», afferma Pagliuca. «Auspichiamo al contempo che la politica torni davvero al servizio di cittadini e imprese superando i particolarismi. Imprese e cittadini hanno manifestato chiaramente la propria volontà in merito al progetto di Nuova Pescara. Ma l’inerzia politica sta tarpando le ali alle possibilità di sviluppo di un territorio, imbavagliando anche la legge», dice il numero uno dell'associazione degli industriali e dei piccoli imprenditori che enuncia i vantaggi del compimento del progetto che porterà alla più grande fusione di Comuni mai realizzata in Italia.
«RISPARMI» Altra fusione (ma dal minor numero di abitanti, 74mila) recentemente portata a termine, in tempi più stretti di quelli abruzzesi, è quella di Corigliano e Rossano, Comuni calabresi uniti dal 2018. «Il solo risparmio sulla gestione degli organi politici si potrebbe attestare intorno al milione di euro. La fusione dei tre Comuni snellirà l’apparato politico, ora ingolfato da tre sindaci e circa 90 tra assessori e consiglieri comunali e porterà un bel risparmio alla collettività. A Milano», esemplifica Pagliuca, «il sindaco si interfaccia con poco più di 40 tra assessori e consiglieri. Soprattutto, la fusione permetterà di mettere in cantiere interventi di pianificazione territoriale e urbanistica ora impensabili».
FINANZIAMENTI Sulla bilancia dei pro del progetto, per il presidente ci sono anche i futuri finanziamenti di Stato e Regione e «la possibilità di derogare al Patto di Stabilità, alleggerendo cittadini e imprese vessati a causa della pesante situazione dei bilanci comunali da amministrazioni che cercano in ogni modo di fare tornare i conti utilizzando per lo più la leva fiscale. Un potenziale enorme, insomma, se valorizzato adeguatamente. Ci aspetta una nuova, grande città a livello delle migliori realtà europee», conclude.
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