Coniugi morti, oggi arrivano gli esperti

18 Gennaio 2019

I vigili del fuoco cercano l’innesco dell’incendio nel villino di strada vicinale Colle Cervone. Il pm ha disposto l’autopsia

PESCARA. Saranno i vigili del fuoco del Nucleo investigativo antincendi dell’Aquila a esaminare la casa di strada vicinale Colle Cervone, al civico 77, dove mercoledì pomeriggio sono stati trovati i corpi senza vita dei coniugi Alceo D’Antonio e Maria Di Benedetto, di 82 e 77 anni, morti con ogni probabilità la sera precedente per asfissia dopo un incendio che si è sviluppato in camera da letto. E per capire le cause della morte dei due sarà eseguita l’autopsia, che il sostituto procuratore Fabiana Rapino affiderà a un medico legale nelle prossime ore.
Il magistrato, ieri mattina, ha raggiunto la villetta bianca ai colli di Pescara per verificare de visu la scena della tragedia, ipotizzare una ricostruzione dell’accaduto e sgombrare il campo da ipotesi differenti da quella di una disgrazia.
L’intervento degli esperti incaricati di cercare l’innesco è atteso oggi, nel villino sequestrato. E proprio i vigili del fuoco sono stati tra i primi ad arrivare nell’abitazione, insieme al 118 e alla polizia, dopo l’allarme lanciato dai familiari della coppia che hanno scoperto i corpi. La preoccupazioni sulle sorti dei due è nata quando si è notato il ritardo di Maria Di Benedetto, che aveva un appuntamento nel pomeriggio, ma sembrava sparita. È stata avvisata la figlia Mirella, le è stato chiesto di raggiungere strada vicinale colle Cervone per entrare in casa dei suoi genitori. Ed è stato allora che è cominciato un incubo. Perché mettendo piede in cucina sono stati trovati i due corpi, vicini, riversi a terra. La tv era ancora accesa, il frigorifero aperto e le uova a terra. In camera di Alceo D’Antonio, poi, il letto in legno era completamente bruciato, insieme al materasso. È possibile, è stato detto due giorni fa dopo un primo esame del medico legale, che siano morti per asfissia. Ed è altrettanto possibile, per i vigili (coordinati a livello provinciale da Vincenzo Palano), che l’incendio del materasso sia stato provocato da una sigaretta e si sia sviluppato lentamente, senza fiamme, bruciando l’ossigeno che c’era in casa. Proprio la mancanza di ossigeno (porte e finestre erano chiuse) avrebbe impedito al fuoco di svilupparsi e di attecchire nel resto della casa. L’ossido di carbonio provocato dall’incendio avrebbe fatto il resto, stordendo i due che non hanno avuto la possibilità di chiedere aiuto. Una ipotesi, questa, che i vigili dovranno suffragare oppure smentire durante il sopralluogo di oggi finalizzato a rispondere ai quesiti del pubblico ministero. Altre risposte ai mille interrogativi di queste ore arriveranno dall’autopsia che consentirà di capire con certezza le cause e l’orario della morte dei coniugi che martedì sera hanno cenato con il figlio Maurizio e la nipotina. La tragedia si è verificata dopo, quando la coppia è rimasta sola, ma sulle cause dell’incidente e sulla ricostruzione ci sono ancora tante perplessità, oltre a un enorme sconforto. Una sola certezza per la famiglia dei coniugi: aver perso improvvisamente due parenti adorati.
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