Consiglieri, sfida tra padre e figlio e passaggi di testimone in famiglia

Tante curiosità su chi entra e chi esce al Comune in questa tornata elettorale: da moglie a marito, da figlio a padre e tra fratelli, ecco i passaggi tra cambi di casacca e incompatibilità con altri incarichi
MONTESILVANO. Succede tutto in famiglia. A Montesilvano la politica è come un mestiere che si tramanda di padre in figlio, tra fratelli, tra marito e moglie.
Un passaggio di testimone tra chi entra e chi esce, per impossibilità a ricandidarsi dopo più mandati, per incompatibilità con altre cariche o per dare la possibilità ai familiari di continuare l’opera intrapresa. È la curiosità che emerge in questa tornata amministrativa del 26 maggio che sconvolgerà gli attuali assetti, con il sindaco Francesco Maragno (Fi) che, in caso di vittoria, “rischia” la retrocessione a consigliere.
Ed ecco, allora che c’è il consigliere della Lega Angelita Palumbo che consegna il logo nelle mani del marito Emiliano Di Genova; il consigliere dei Fratelli d’Italia Stefano Di Blasio cede la poltrona al padre Paolo, capolista dei Fratelli d’Italia, consulente finanziario e già sindaco della cittadina rivierasca tra il 1990 e il 1995. C’è poi il battagliero consigliere Paolo Rossi che passa lo scettro alla figlia Damiana, candidata da indipendente in quota Udc nelle liste di Fi e il presidente del consiglio comunale Umberto Di Pasquale che porta avanti il fratello Francesco nei Fratelli d’Italia. Sfida in famiglia, in casa centrodestra, anche per l’ex comandante dei vigili Sergio Agostinone e il figlio Giuliano.

