Contagi ancora alti, reparti Covid al limite

2 Febbraio 2022

Albani: «Tanti accessi al pronto soccorso, anche di non positivi. Lunghe attese prima del ricovero»

PESCARA. Reparti Covid pieni, pronto soccorso Covid pieno, pronto soccorso per pazienti non Covid uguale. Con il passare delle settimane la situazione continua ad essere complicata su tutti i fronti. E basti pensare che due sera fa al pronto soccorso Covid c’erano oltre sessanta pazienti.
«C’è una pressione ancora importante sugli ospedali», dice il primario dell’Unità operativa complessa di medicina e chirurgia d'urgenza e referente regionale per le emergenze - urgenze Alberto Albani. E questo perché «contrariamente ad altre regioni siamo in ritardo sulla discesa dei contagi e ci vorranno almeno un paio di settimane». Per fronteggiare questa situazione e liberare i posti letto, i pazienti meno gravi vengono dimessi e destinati ad altre strutture sanitarie. Ma non è l’unica emergenza da gestire, spiega sempre Albani.
Il pronto soccorso per i pazienti “puliti”, non Covid, nelle precedenti ondate non è mai stato affollato, anzi. «Ora invece dobbiamo lavorare su un doppio binario», prosegue Albani. «Perché dobbiamo trattare in pronto soccorso sia i pazienti Covid sia quelli non contagiati dal virus ma con altre patologie. E si tratta di persone che arrivando in ospedale in condizioni gravi», con tutto ciò che ne consegue in termini di trattamento da assicurare. C’è da considerare che spesso i reparti dell’area medica sono pieni, non hanno la disponibilità di posti letto, per cui dobbiamo trattenere i pazienti al pronto soccorso anche un paio di giorni. E capita di avere venti persone in attesa di un posto in reparto. Per noi è come avere due reparti in più, quindi, oltre al pronto soccorso, tra i Covid e chi aspetta da noi il ricovero», fa notare Albani. «Facciamo anche troppo con il poco personale che abbiamo. E non è che manca perché non ce lo vogliono assegnare ma perché non si trova. L’unica arma, per la pressione sugli ospedali provocata dal Covid, è il vaccino. Tutti dovrebbero vaccinarsi ma c’è ancora un nucleo consistente di no-vax che non si convince».
Pur sapendo che «non dipende dal personale», un cittadino ha segnalato l’impossibilità di mettersi in contatto con il pronto soccorso dove due giorni fa, alle 19, è arrivata in ambulanza la suocera. «Da allora non abbiamo saputo più niente. Ho cercato mille numeri e li ho composti ma non ho avuto risposte», ha detto preoccupato, «e nessuno ci ha avvisato sulle sue condizioni. È una questione di organizzazione». (f.bu.)