Contagi, frena l’impennata Fazii: ma serve attenzione

24 Novembre 2021

Scende l’incidenza dei casi, entra in ospedale solo un nuovo paziente positivo Il virologo: «Situazione sotto controllo, continuiamo con mascherine e vaccini» 

PESCARA. Scende leggermente l’incidenza dei casi in Abruzzo e in 24 ore entra solo un nuovo paziente in ospedale: così la regione resiste alla quarta ondata della pandemia, con l’obiettivo di restare in zona bianca anche a Natale.
Si registra però purtroppo una nuova vittima abruzzese delle complicazioni del virus: si tratta di un 73enne del Pescarese.
SCENDE L’INCIDENZA
Sono 115 i nuovi casi positivi al Covid segnalati dal bollettino regionale di ieri, che fanno scendere l’incidenza settimanale ogni centomila abitanti da 104 a 103. Martedì 16 novembre, infatti, i positivi in 24 ore erano stati 121.
I nuovi contagiati, che hanno età compresa tra 3 e 89 anni, sono stati trovati su 2.846 tamponi molecolari eseguiti lunedì: la percentuale di positività dei test è quindi del 4%, di poco più alta rispetto a quella del giorno precedete. A questi, bisogna aggiungere 13.329 test antigenici rapidi effettuati nelle 24 ore.
Tra le province, è quella di Chieti che fa registrare il record giornaliero di casi: 45, cioè più di un terzo del totale della regione. Vicine tra loro tutte le altre: 25 nuovi contagi nell’Aquilano, 24 nel Pescarese e 20 nel Teramano.
La provincia di Teramo mantiene comunque il primato sull’incidenza settimanale dei casi ogni centomila abitanti, anche se è in forte calo: passa infatti da 152 a 140 in 24 ore. Cresce in maniera rapida invece nel Pescarese: da 106 a 110 in un giorno, mentre il dato è salito del 200% in due settimane. Poi viene l’Aquilano, che è sotto al dato abruzzese e dove l’incidenza resta invariata a 94. Grazie al dato dei nuovi casi di giornata, è in crescita anche il Chietino: da 66 a 72 contagi ogni centomila abitanti in sette giorni.
UN NUOVO RICOVERO
Il bollettino quotidiano della Regione segnala ancora 91 pazienti ricoverati nei reparti di area non critica, stesso dato delle 24 ore precedenti. Resta quindi al 7% il tasso di occupazione dei posti letto in area medica, a metà dalla soglia da zona gialla del 15%.
Quello che sale è invece il numero dei pazienti Covid in terapia intensiva, da 8 a 9 in un giorno. Tanto basta per portare il tasso di occupazione dei posti letto in rianimazione dal 4 al 5%. La soglia da zona gialla, fissata al 10%, è comunque ancora lontanissima.
Nelle ultime 24 ore, però, il numero dei nuovi guariti (181) ha superato quello dei nuovi contagiati: così gli attualmente positivi sono scesi di 67 unità, assestandosi a 3.652. Al netto dei ricoverati, 3.552 abruzzesi sono sì positivi ma in semplice isolamento domiciliare, sorvegliati e assistiti dal personale delle Asl.
L’APPELLO DELL’ESPERTO
«C’è un lieve aumento nei ricoveri, ma la situazione è ancora sotto controllo, perché non si vede al momento una vera pressione ospedaliera», spiega il virologo Paolo Fazii, direttore dell’unità di Microbiologia e Virologia dell’ospedale pescarese, «i contagi sono destinati a crescere da adesso a Natale, immagino quindi che saranno presi provvedimenti dalle autorità per evitare affollamenti». Quindi le raccomandazioni dell’esperto: «Quest’anno il vaccino ci consente maggiori libertà rispetto all’anno scorso e non ci fa ammalare, perché trasforma il Covid nella stragrande maggioranza dei casi in un semplice raffreddamento simile alla normale influenza. Nonostante questo, è però necessario stare ancora attenti. Confido quindi sull’intelligenza e l’attenzione di tutti. Innanzitutto sull’uso delle mascherine: se tutti la usassero, il virus non circolerebbe». E poi i cenoni e le riunioni di famiglia: «Sarebbe meglio farle solo con parenti stretti ed evitare troppi contatti e in generale forti situazioni di rischio».
Quindi su Super Green pass e no vax: «Da cittadino sono favorevole al Super Greeen pass, visto che i non vaccinati non si si riescono più a convincere. Bisogna ricordare loro che al momento quelli che si ammalano e finiscono in ospedale sono per l’80% persone non vaccinate e per il 20 persone con altre gravi patologie e un’età molto avanzata».
Sulla terza dose: «Il richiamo è importante per potenziare la copertura della popolazione. Bene ha fatto il Governo ad anticipare e accelerare la somministrazione. C’è infatti qualche preoccupazione per quello che sta accadendo fuori dai confini italiani, con paesi europei fortemente colpiti dal virus anche a causa delle grandi sacche di no vax e del freddo che in Nord Europa è già arrivato. E poi c’è il caso del Regno Unito, dove hanno tolto l’obbligo della mascherina troppo presto».
LA CORSA PER LA TERZA DOSE
Sono 240 i quarantenni e 446 i cinquantenni che hanno ricevuto la terza dose del vaccino nel primo giorno – quello di lunedì – di apertura al richiamo extra anche per le loro fasce d’età. In gran parte lo hanno fatto senza prenotarsi e provocando qualche disagio negli hub, visto che si sono aggiunti agli over 60 che avevano fissato la somministrazione. Tra loro, soprattutto personale scolastico e delle forze dell’ordine che ha ricevuto la seconda dose più di sei mesi fa. Rasentano ormai la quota di centomila le somministrazioni dei richiami in Abruzzo.
E da oggi si apre alla terza dose dopo 5 mesi dalla seconda, anziché 6, come deciso dall’Aifa e dal Governo lunedì sera.
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