Contestato il falso a chi gestiva i soccorsi

I pm: De Cesaris attestò che la sala operativa era attiva dal 16 gennaio e che la turbina fu spedita all’hotel
PESCARA. L’unica novità, rispetto alle accuse che erano già state mosse ai sette indagati con i primi avvisi di garanzia, riguarda la posizione della dirigente Ida De Cesaris, all’epoca dei fatti coordinatrice della sala operativa. Per lei c’è una contestazione aggiuntiva di falso ideologico, per aver «compiuto false attestazioni nelle relazioni a sua firma indirizzate al Prefetto e trasmesse alla squadra mobile di Pescara, delegata per le indagini sul disastro di Rigopiano». Nella relazione intestata “Sala operativa provinciale di Protezione civile: attività svolta il 18 gennaio 2017”, «attestava falsamente», si legge nel capo di imputazione, «che la sala operativa è stata attivata dalla mattina del 16 gennaio 2017, nonché, nella medesima relazione, dopo aver fatto presente “che si è preso atto della mail pervenuta in sala operativa, indirizzata al prefetto, al presidente della Provincia, alla polizia provinciale e al sindaco di Farindola, con la quale gli ospiti dell’hotel Rigopiano chiedevano interventi per la pulizia della strada affinché fossero messi in grado di lasciare l’albergo”, attestato falsamente che “in proposito l’attivazione della sala operativa a tal fine, è stata immediata sebbene molto complessa, ma in quest’ambito si sono adoperati i responsabili della funzione 6 viabilità…». E nel citare la relazione della dirigente, finita nel mirino della procura, i magistrati Serpi e Papalia aggiungono anche che la De Cesaris, nello scrivere avrebbe sottolineato di «ricordare altresì con precisione la comunicazione dello “spostamento della turbina diretta verso Villa Celiera per il salvataggio di due anziani intossicati da monossido e indirizzata poi verso Rigopiano”». Nella relazione che aveva invece a oggetto “Piano provinciale di Protezione civile”, datata 30 gennaio 2017, la stessa dirigente avrebbe «attestato falsamente che, nel corso del triennio 2012-2015 di svolgimento delle funzioni di dirigente dell’Area V protezione civile, “non era vigente un piano provinciale di protezione civile né risulta dagli atti d’ufficio che sia stato adottato da quella data a oggi”». Ecco quindi che appare chiaro il lavoro approfondito della procura che è andata a vagliare anche vecchie relazioni contestando alla dirigente di aver sostenuto il falso anche in quella circostanza. Ed ecco dunque che la posizione della De Cesaris si è ulteriormente aggravata con una contestazione di falso che nessuno degli altri coindagati ha avuto. (m.cir.)

