Conto alla rovescia per Quota 100: ultimi 24 giorni per averla

In pensione con 62 anni di età e 38 di contributi: atto finale Doveva essere l’alternativa alla Fornero, l’obiettivo è fallito
L’AQUILA. Fino al 31 dicembre è in vigore Quota 100 che prevede l’addio al lavoro con 62 anni di età e 38 di contributi. Quota 100 ha permesso il pensionamento anticipato di 180.000 uomini e 73.000 donne nel biennio 2019-20 (112.000 uomini e 36.000 donne nel 2019 e 68.000 uomini e 37.000 donne nel 2020). La misura è stata utilizzata prevalentemente da soggetti con redditi medio-alti e da dipendenti pubblici. Ma il conto alla rovescia è cominciato. Chi ha i requisiti per uscire dal lavoro con Quota 100 ha solo 24 giorni per farlo. Che si traduce con il fatto che anche nel 2022, quando le ultime richieste saranno accolte, si continuerà a parlare di questo tanto discusso metodo per andare in pensione.
Era il 2018 quando M5S e Lega, nel governo Conte 1, proposero Quota 100 come principale alternativa alla Legge Fornero, ovvero i 67 anni di età per andare in pensione.
In sintesi, con Quota 100, è stata data la possibilità ai lavoratori di andare in pensione quando la somma dell'età anagrafica e degli anni di contributi versati è pari almeno a 100, con un paletto riguardante l'età minima di uscita di 62 anni. Nel contratto pentaleghista c'era l'impegno a «provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma Fornero delle pensioni, stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse».
Permettere di andare in pensione con Quota 100 tra età e contributi, come previsto dall’allora contratto di governo, avrebbe avuto un costo, secondo la stima di Tito Boeri, ex presidente dell’Inps, di 15 miliardi per il primo anno e di un massimo di 20 miliardi all'anno per i successivi. Ma nella realtà il costo è stato molto più basso del previsto: 2,18 miliardi nel 2019 e 3,53 nel 2020. Si era anche stimato che, per il periodo fino al 2028, il costo cumulato sarebbe stato di circa 30 miliardi (-33,8 per cento meno del previsto). Ma questo non lo sapremo mai.
Già a settembre infatti le dichiarazioni del ministro dell’Economia, Daniele Franco, avevano confermato che la riforma delle pensioni varata dal governo Conte I (Quota 100, appunto) non sarebbe stata prorogata oltre la scadenza del 31 dicembre 2021. E così è stato. Ma oggi la principale preoccupazione della coalizione di governo, guidata dal premier Mario Draghi, è trovare una formula non temporanea che consenta davvero una maggiore flessibilità in uscita e riduca lo scalone di circa sette anni che si verrebbe a creare in assenza di interventi normativi.
Quota 102 solo per il 2022, proroga di un anno di Opzione donna e Ape sociale, potenziata con nuove mansioni usuranti: sono queste le principali novità inserite nella bozza della legge di bilancio. Ma si tratta ancora di una bozza che, prima di entrare in vigore, dovrà passare al vaglio del Parlamento, per cui sono possibili modifiche anche se l'impianto generale e soprattutto i saldi relativi alle risorse non potranno variare di molto. (m.p.)

