Controlli sui versamenti dell’Imu: il Comune scopre 500 evasori

4 Ottobre 2020

Verifiche a raffica della società di riscossione Adriatica risorse sulle imposte degli ultimi cinque anni Alcuni contribuenti non hanno mai pagato, già partiti gli avvisi con le sanzioni per 3 milioni di euro

PESCARA. La tregua sulle tasse scattata durante il periodo dell’emergenza coronavirus è finita. Ora è ripresa a pieno ritmo la caccia ai contribuenti che non hanno pagato le imposte comunali. Caccia sospesa nel periodo del lockdown. La società di riscossione del Comune Adriatica risorse ha inviato in questi giorni agli uffici dell’assessore ai tributi Eugenio Seccia e al diritente del settore finanziario dell’ente Andrea Ruggieri gli elenchi dei contribuenti, in gran parte sconosciuti finora agli uffici, che non sono risultati in regola dai controlli effettuati. Sono 499.
Si tratta, più precisamente, di omesse o infedeli dichiarazioni dell’Imu che hanno comportato minori versamenti dell’imposta sugli immobili. Per questo motivo, ora si procederà all’attività di recupero delle somme evase. L’amministrazione comunale spera di poter incassare con questa operazione 2.291.182 euro. Soldi che andranno a rimpinguare le casse esanimi dell’ente. «Trattandosi di attività di recupero dell’evasione per omessa o infedele dichiarazione», è specificato nel provvedimento del dirigente, «gli importi oggetto degli avvisi di accertamento dovranno essere appositamente verificati in entrata, in quanto relativi a contribuenti le cui utenze non erano incluse nei ruoli delle emissioni ordinarie».
I controlli hanno riguardato esclusivamente l’Imu versata negli anni che vanno dal 2014 al 2019. Sono già stati inviati gli avvisi di pagamento con tanto di sanzioni, interessi e spese di notifica per i contribuenti non risultati in regola. Per il 2014, verranno emessi 23 avvisi per un importo da accertare di 18.073 euro, più 5.132 di sanzioni. Per il 2015, 165 avvisi per 583.499 euro di imposta e 177.390 di sanzioni; per il 2016, 159 avvisi, rispettivamente per 583.725 e 177.991 euro; per il 2017, 132 avvisi per 758.757 e 8.597 euro: per il 2018, 16 avvisi per 340.950 e 102.285 euro; per il 2019, 4 avvisi per 6.176 e 1.852 euro.
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