Coronavirus, assalto alle farmacie «Tutti vogliono mascherine e gel»

I dispositivi di protezione costano da pochi centesimi a 45 euro, ma in città sono esauriti ovunque I farmacisti avvertono: «Le scorte sono terminate, ma niente panico: non c’è una reale emergenza»
PESCARA. Assalto alle farmacie: tutti vogliono le mascherine e i gel antibatterici per l’igiene delle mani.
La psicosi da coronavirus spinge l’utenza a curare maggiormente l’igiene, così come raccomandano gli infettivologi, e a fare incetta di presidi sanitari di largo consumo nelle farmacie di fiducia.
Ma i farmacisti ribattono: «Le mascherine non servono a nulla, se non c’è una vera emergenza contagio». Sta di fatto che le «scorte sono finite» e sono in via di approvvigionamento.
Il costo delle mascherine è variabile perché non sono tutte uguali. Spiega i dettagli Fabrizio Zenobii, della omonima farmacia di piazza San Francesco e presidente di Federfarma: «Ci sono le mascherine denominate FFP2 ed FFP3 ad alta nocività con una granulometria speciale che costano 45 euro a coppia. Le stesse che ci sono state richieste da turisti in viaggio verso la Russia. E poi quelle più ordinarie, semplici, che si usano normalmente in città per difendersi dallo smog». Una velina che si aggancia all’orecchio, praticamente. Una scatola da 100 pezzi costa 8 euro e 40 centesimi.
«Se la gente ha paura del coronavirus?», prosegue il dottor Zenobii, «Certo, è normale, qui entrano persone di tutte le età che chiedono mascherine perché pensano di difendersi da un contagio che non c’è realmente. Per cui le mascherine, al momento, non servono a nulla. Un cliente ci ha detto: devo andare a Milano, mi metto mascherina e guanti? Sì, è psicosi. È necessaria, invece, una equilibrata gestione dell’igiene per difendersi dalle cariche batteriche: lavarsi spesso le mani e non tossire in faccia a nessuno, ma coprirsi bene la bocca durante gli starnuti. Il fazzoletto usato per soffiarsi il naso deve essere gettato subito e non conservato». A ruba anche i gel disinfettanti: 4 euro in flaconcino di 80ml. «Ma questi», precisa il farmacista, «bisogna usarli dopo il lavaggio delle mani e non a mani sporche», operazione che andrebbe ad espandere solo la carica batterica.
«Niente panico» è l’invito che arriva dalla dottoressa Sara La Torre, della farmacia Caldarelli di viale Muzii: «Stamani (ieri, ndr) sono entrate in negozio una ventina di persone che hanno richiesto le mascherine, ma questi dispositivi non sono un antivirus. Da una settimana abbiamo finito le scorte di mascherine e scarseggiano anche i flaconi di gel igienizzante per le mani».
Il cliente di una farmacia di Villa del Fuoco, Gianfranco Maggi, autista di un mobilificio della zona industriale, non ci pensa proprio ad acquistare le mascherine: «Ne abbiamo in abbondanza in azienda», spiega l’avventore, «perché abbiamo a che fare con le vernici. La paura di un eventuale contagio c’è, ovvio, ma al momento mi sento rassicurato dalle parole degli infettivologi. Bisogna sempre tenersi informati».

