Corriere della droga rapinato dai clienti: c’è la prima condanna

3 Luglio 2023

Sedici chili di hashisc portati via con la minaccia della pistola Tre anni e 10 mesi a uno dei 3 sulmonesi arrestati un anno fa 

PESCARA. Doveva essere un acquisto di una notevole quantità di droga (16 chili), di tipo hashish, non con soldi veri, neppure falsi, addirittura con della carta straccia al posto del contante.
Ma nel piano del terzetto di sulmonesi, c’era una rapina in piena regola, visto che quel borsone con la droga venne sottratto al corriere con l’uso di una pistola scacciacani camuffata da pistola vera.
Una vicenda che nel giugno dello scorso anno portò all’arresto dei tre sulmonesi Mattia Buccilli, Lorenzo Pacifico e Fabio Di Iorio, e del corriere, il laziale Angelo Naci, un ex poliziotto incappato tre anni prima in una importante inchiesta denominata Arcadia. I quattro erano finiti in manette dopo un rocambolesco inseguimento da parte della guardia di finanza che teneva già da tempo sotto controllo il gruppetto di sulmonesi e che quel giorno li aveva seguiti fino al punto dello scambio: davanti a una scuola a Bussi sul Tirino. Per i quattro, il pm Marina Tommolini aveva chiesto il giudizio immediato con le accuse di rapina, detenzione e spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale per quanto riguarda Pacifico, Buccilli e Di Iorio, mentre per il corriere solo per traffico di droga.
Ma i quattro hanno optato per i riti alternativi e quindi tutto è tornato all’attenzione del gup. Uno dei quattro, Lorenzo Pacifico, ha scelto davanti al giudice di patteggiare la pena, richiesta che è stata accolta: tre anni e dieci mesi di reclusione.
A quel punto uno degli avvocati degli altri tre imputati, che seguono il rito abbreviato, ha voluto condizionare il rito all’escussione proprio di Pacifico (che peraltro potrebbe rifiutarsi di deporre) per cui il gup Francesco Marino, non ha potuto far altro, una volta definito il patteggiamento, che dichiararsi incompatibile per il rito abbreviato, passando il fascicolo al collega Giovanni de Rensis che a settembre processerà Buccilli, Di Iorio e Nalci.
Il 23 giugno dello scorso anno, Pacifico, Buccilli e Di Iorio erano partiti da Sulmona per andare a fare quell’importante acquisto e non avendo i soldi, avevano pensato a quel primo inganno della carta al posto delle banconote. Ma le fiamme gialle, che da tempo tenevano sotto controllo tutti e tre (e in particolare Buccilli perché sottoposto a detenzione domiciliare anche se con permessi di varia natura), iniziarono a seguirli. L’auto degli imputati si fermò prima per camuffare la targa, poi si presentò all’appuntamento con il corriere. Di Iorio, con la busta che avrebbe dovuto contenere i soldi, si diresse verso il corriere a piedi, ma subito dopo ecco arrivare la Opel con gli altri due che costringevano Nalci a scendere dalla sua auto, prendevano il borsone con oltre 16 chili di droga e scappavano tutti e tre con la loro autovettura. Ma la finanza, che aveva seguito ogni mossa, bloccò la Opel. Senza via di scampo, il terzetto speronò la macchina delle fiamme gialle e scappare. Vennero allertate altre pattuglie ed iniziò un rocambolesco inseguimento ad alta velocità che finì con l’arresto di tutti e tre, mentre il corriere era già stato fermato. Nella perquisizione a casa di Di Iorio gli investigatori trovarono anche gli strumenti per confezionare la droga e altri 25 grammi di hashish e quindi per lui scattò anche la contestazione dello spaccio. Adesso bisognerà attendere l'udienza di settembre per capire quale finalità dovrebbe avere l’escussione di Pacifico, il quarto uomo che ha patteggiato la pena.
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