Corriere morto, esplode il caso I sindacati: «Ritmi stressanti»

Scatena reazioni la storia del 41enne deceduto mentre cerca di liberare il furgone bloccato nel fango L’Usb denuncia: i carichi di lavoro elevati aumentano i rischi. Il Pd: bisogna prevenire gli incidenti
PESCARA. Ci saranno tutti, amici e colleghi, oggi pomeriggio alle 15, nella chiesa di San Camillo De Lellis a Villa Raspa di Spoltore, per l’ultimo saluto a Franco D’Alessandro, il corriere pescarese di 41 anni, morto domenica nelle campagne di Ortona, per un malore mentre cercava di liberare dal fango il furgone, con cui stava effettuando consegne per conto di una società che presta servizi per Amazon. D’Alessandro lascia la moglie Stefania, la mamma Letizia, il papà Danilo e i fratelli Marino e Dario.
Era stato assunto dalla società di consegne da un mese. In passato aveva gestito in via Del Santuario a Pescara il bar Sciarada Cafè, ma aveva fatto anche il piastrellista e, per un periodo, aveva lavorato in un’agenzia di recupero credito. Per gli amici, «era una persona speciale». «Tu lo chiamavi e lui accorreva e risolveva il problema».
Una morte la sua che ha lasciato tutti sgomenti e scatenato una raffica di reazioni. «Morire sul lavoro non è accettabile», sottolinea l’Usb, che torna a chiedere alla politica di intervenire subito. «È anche urgente affrontare il tema dei ritmi e carichi di lavoro che aumentano il rischio». L’Unione sindacale di base fa presente che quest’anno sono già oltre mille i morti e «non sono frutto della cattiva sorte, ma conseguenza di controlli preventivi assenti, un sistema di lavoro basato su ritmi frenetici e una legislazione inadeguata alla gravità della situazione che si reitera di anno in anno senza che la politica intervenga con decisione e fermezza». È quindi, necessario a suo dire potenziare gli organi di controlli (Spsal), avviare una riforma strutturale degli stessi, istituire una commissione regionale permanente per il monitoraggio sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Anche per il Pd Abruzzo che attraverso il senatore Michele Fina esprime cordoglio alla famiglia, bisogna fare di più. «La tragica vicenda in cui è rimasto vittima D’Alessandro», dice Fina, «ci «deve una volta di più spronare a spendere il massimo impegno per la prevenzione e la sicurezza nel lavoro. Vale anche per il mestiere di corriere, sempre più diffuso, e l’attenzione, in particolar modo in questo caso, riguarda l’accezione ampia delle condizioni di lavoro».
Amazon, da parte sua, tiene a far presente che «la sicurezza» è la sua priorità ed è disponibile a collaborare con il fornitore che si occupa delle consegne e con le autorità qualora fosse ritenuto necessario. Il 41enne era stato sottoposto a visita medica ed era risultato idoneo a svolgere quel tipo di attività. Stando alla società, in questo periodo lavorava 3 giorni a settimana e non avrebbe fatto ultimamente straordinari. «Da sempre», dice Amazon, «lavoriamo a stretto contatto con i fornitori di servizi di consegna per definire insieme degli obiettivi realistici che non mettano pressione su di loro o sui loro dipendenti».

