Corte dei conti striglia il Comune: «Alcune spese non sono coperte»

Trovata qualche criticità nel bilancio. L’opposizione: «Noi avevamo fatto le segnalazioni da tempo» La replica del sindaco Russo: «Dobbiamo migliorare la situazione attuale, ma non ci sono debiti»
PESCARA. «Ridurre le spese e aumentare le entrate». È questo il monito che la Corte dei conti lancia al Comune di Francavilla, dove ha rilevato delle criticità di cassa nate sostanzialmente dall'anticipo di liquidità prima di aver incassato le somme spettanti. Un quadro che fotografa una situazione non certo perfetta dell'ente e che porta la Corte dei conti a chiedere l'attuazione di misure volte a sanare le criticità del bilancio entro 60 giorni, raccomandando inoltre di non vendere il patrimonio pubblico, vedendo questa solamente come un'ipotesi tampone e non risolutrice della problematica emersa.
Quanto sottolineato nella lettera di 30 pagine inviata all'ente non è passato inosservato agli occhi dell'opposizione, specie di chi già nei mesi scorsi aveva denunciato problemi nelle casse comunali. «Sono anni che continuo a ripetere che l'amministrazione comunale spende e spande soldi che non aveva e che non ha», dice Daniele D'Amario, di Forza Italia. «Adesso anche i riflettori della Corte dei conti si sono accesi sull'operato messo in campo da chi governa la città. Attendiamo di sapere cosa intendono fare per risanare la situazione, cosa che dovranno comunicare in un consiglio comunale da convocare entro 60 giorni». Anche Livio Sarchese del Movimento 5 stelle sottolinea come «queste criticità le avevamo già segnalate in consiglio e adesso è arrivata la strigliata alla maggioranza». Sul punto però interviene il sindaco Luisa Russo che getta acqua sul fuoco: «Criticità non significa che l'ente sia indebitato. Tuttavia, sono consapevole che occorre migliorare la situazione attuale, attraverso un contenimento della spesa e un aumento delle entrate». E annuncia di aver chiesto un incontro al presidente della Corte dei conti per discutere insieme delle misure da attuare: «Una volta finito il pagamento delle rate di banca Ifis, bisognerà accantonare un importo analogo per il futuro», spiega con riferimento ai 400mila euro annui da versare alla banca fino al 2023.
E continua: «Le anticipazioni di tesoreria sono da imputare prima di tutto alle difficoltà di riscossione, presenti sia prima che dopo la pandemia. Basti pensare che nel 2019, a fronte di accertamenti per 1,3 milioni di euro, siamo riusciti a recuperarne 166mila». Poi conclude: «Bisogna trovare la soluzione al problema, senza far morire la città, che vive di turismo e di commercio». In tal senso, insieme all'assessore Domenico Iorio, si stanno studiando ipotesi di sponsorizzazioni, per tenere in vita gli eventi, specie quelli estivi, senza gravare sulle casse comunali.

