Corteo contro la chiusura del punto nascite

27 Agosto 2014

Penne, manifestazione in centro il 13 settembre organizzata dal “Comitato lotta per la sanità vestina”

PENNE. Un maxi corteo di protesta per evitare la chiusura del punto nascite di Penne.

Il Comitato lotta per la sanità vestina ha programmato per il prossimo 13 settembre, alle ore 16,30, un serpentone pacifico per far sentire la propria voce e contrastare l'ennesimo taglio purtroppo all'orizzonte per l'ospedale San Massimo di Penne.

La manifestazione si terrà nelle vie principali del centro storico e arriverà fino all'ospedale San Massimo. Il punto nascite dell’ospedale vestino, in base ai parametri stabiliti dal Governo, in particolare quelli contenuti nel decreto Fazio del 2011, dovrebbero rientrare tra quei reparti da tagliare. In Abruzzo dovrebbero esserci dai 6 agli 8 punti nascita, mentre attualmente se ne contano 12.

Tutto ciò nonostante il trend delle nascite fatto registrare dal San Massimo in questo 2014 sia aumentato rispetto agli stessi mesi del 2013. Fino alla fine di luglio, addirittura, si sono tenuti 60 parti in più rispetto all'anno scorso.

«L'ospedale San Massimo ha già pagato negli ultimi quindici anni un prezzo altissimo in fatto di tagli», ha detto il portavoce del comitato lotta, Gabriele Frisa, «La chiusura del reparto nascite, oltre a danneggiare le famiglie dell'area vestina, avvicinerebbe ulteriormente l'ospedale alla chiusura, visto e considerato che al di sotto degli 85 posti letto le strutture vengono chiuse. Bisogna rilanciare il nostro ospedale che resta un presidio importantissimo per la salute dei cittadini dell'area vestina, un territorio collegato malissimo con la costa e che conta su un asse viario farraginoso e pericoloso. Invitiamo tutti i cittadini, le istituzioni dell'area vestina e i consiglieri regionali che dissentono dalle idee di Paolucci a manifestare al nostro fianco a difesa del nostro ospedale. L'assessore Paolucci sta dimostrando di non stare dalla parte dei cittadini».

In attesa di manifestare, il comitato lotta chiede che la ristrutturazione da 12 milioni di euro dell’ospedale vestino, già programmata, possa finalmente essere avviata e che il punto nascite non sia né soppresso né ridimensionamento.

La possibile chiusura del punto nascite dell'ospedale San Massimo di Penne preoccupa anche i rappresentanti locali di Sel.

«Il decreto Fazio», ha detto il segretario dei vendoliani pennesi, Guglielmo Di Paolo, «concede la possibilità di deroga alla sopravvivenza dei punti nascita sulla base di motivate valutazioni legate alla specificità dei bisogni legati alle varie aree geografiche interessate con rilevanti difficoltà di attivazione dello Stam (Servizio di trasporto assistito materno).

Penne, già carente cronicamente di adeguata rete viaria, è lontana oltre 30 chilometri dal primo centro ospedaliero e quindi si candida, a buon diritto, a mantenere il punto nascita al fine di garantire la salute dei suoi cittadini, diritto riconosciuto dalla Costituzione.

Sel Penne area vestina esprime ferma e totale contrarietà alla chiusura del punto nascita dell’ospedale di Penne che, anzi, dovrebbe essere messo in sicurezza secondo la vigente normativa e potenziato per assicurare le risorse umane e strumentali previste per un servizio di primo livello», ha concluso Di Paolo.

Francesco Bellante

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