«Così Maria De Filippi mi ha stravolto la vita, giro l’Italia in concerto»

Il 18enne cantautore Crytical tra l’energia del palco e l’esame di Stato «In tv ad “Amici” ho imparato che a vivere senza sogni si diventa vuoti»
PESCARA. «Non mi piace proclamarmi mentore perché non penso di avere qualcosa in più degli altri ma, alla luce della mia esperienza, posso dire ai ragazzi di non perdere mai la fame e gli occhi lucidi per i sogni: a vivere senza sogni si diventa vuoti, è un po’ come sopravvivere e basta». Francesco Paone, 18 anni di Montesilvano, ha un nome d’arte che sta facendo il giro d’Italia: Crytical, l’autore di “Le mie parole sono armi” e “Casa mia”. «Bisogna credere in quello che si vuole davvero e fare di tutto affinché accada», dice il cantante che ha fatto rumore ad “Amici” di Maria De Filippi. Sull’agenda della prossima settimana, ha segnato già tre date in rosso: il 22 e il 23 gli esami di maturità al liceo artistico-musicale Mibe di Pescara e, poi, il 25 il primo concerto da solista in Calabria.
Che differenza c’è tra Francesco e Crytical?
«Non c’è tanta differenza perché voglio essere il più vero e coerente possibile con quello che sono realmente. Però Crytical è la parte più sensibile di Francesco».
E com’era lei prima di Amici?
«Dal punto di vista caratteriale sono rimasto lo stesso. È cambiata la preparazione artistica: prima, quando mi esibivo, avevo più ansia e mi muovevo un po’ meno sul palco. “Amici” mi ha dato la consapevolezza di quello che sono. Da Maria e da tutto il programma ho imparato che la determinazione porta sempre a qualcosa e anche quando l’uscita non si vede, alla fine, i risultati arrivano».
Sente di aver realizzato un sogno?
«La musica sarà sempre il mio sogno. Quello che mi preme davvero è riuscire a trasmettere qualcosa a qualcuno e vedere che c’è un riscontro mi fa dire: sì, ho realizzato il mio sogno».
Dopo “Amici”, una nuova vita sempre in concerto: com’è?
«Non mi sembra un lavoro ma un divertimento: non mi pesa affatto, anzi, ormai è più difficile stare lontano dal palco. Mi piacciono quelle emozioni, girare l’Italia e cantare ovunque».
Sta preparando l’esame di maturità al liceo Misticoni-Bellisario: è pronto?
«Sì, mi sto impegnando tanto perché la scuola è importante: applicarsi nello studio è segno di maturità».
Quando si avvicina la maturità, si sente un po’ ovunque l’eco di “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti: qual è la canzone che la accompagna agli esami?
«È una domanda che mi mette in un po’ crisi; diciamo il mio prossimo singolo: è in uscita».
Ha già cantato in Abruzzo, fa un effetto speciale esibirsi a casa?
«Cantare in casa mia è tanto più bello perché, grazie alle radici che riesco a percepire, mi sento più carico: è come assorbire energia da quelle radici e poi trasmetterla agli altri».
Dal palco dice che è malinconico: perché?
«Di carattere non sono uno che tende all’esaltazione della felicità e che ha la testa tra le nuvole: sono uno con i piedi per terra. Insomma, prima di essere felice per qualcosa devo essere certo che quel qualcosa accada per davvero. Però, siccome nella vita non può essere sempre così, quando manca questa sensazione di sicurezza, ecco che sono un po’ nostalgico».
Racconta anche che c’è stato un momento in cui stava per smettere di cantare: è vero?
«Sono una persona che ama camminare a testa bassa verso l’obiettivo ma, quando manca il riscontro che ti aspetti, questo può diventare destabilizzante. Ma “Amici” mi ha insegnato che la determinazione porta sempre a qualcosa e che bisogna prendere il treno dell’opportunità quando passa».
Lei canta “Le mie parole sono armi”: significa che bisogna stare attenti a usarle?
«Questa frase ha significati molteplici: ognuno può trovarci dentro un qualcosa che lo rappresenta. Questa canzone è nata ad “Amici” in un momento della mia vita in cui mi sono accorto che avevo passato anni a scrivere testi e quelle semplici parole, per gli altri, possono avere un significato forte: le parole di cui parlo sono proiettili di emozioni, non è un inno alla guerra».
Tra gli ex allievi che hanno fatto successo chi ammira?
«Irama, ho sempre pensato che Irama non fa musica ma è musica; poi Aka 7even, fenomenale: ho avuto l’opportunità di suonare con lui ed è stato fantastico; un altro è Nick Casciaro».
Stash ha creduto in lei così tanto da chiamarla ad aprire i concerti dei The Kolors: si è chiesto perché?
«È una domanda difficile che andrebbe fatta a lui ma, secondo me, Stash ha visto in me una persona con tante cose da dire e tanta voglia di farlo. Adesso, lui per me è come il fratello grande che non ho mai avuto; vale lo stesso per gli altri componenti della band, Alex e Daniele».
Il ricordo più forte di “Amici”?
«Quando ho presentato il mio primo inedito, “Casa mia”: era il giorno del mio 18° compleanno, il brano è piaciuto ai radiofonici e l’hanno passato in radio. Incredibile: la radio è un mezzo che ti permette di espandere la tua musica, un effetto allucinante».
Tra 5 anni come si vede?
«Sono una persona determinata che se si mette una cosa in testa difficilmente se la toglie; quindi mi vedo realizzato: uno che è riuscito a trasformare una passione in un lavoro».
Vuole dire grazie a qualcuno o soprattutto a se stesso?
«Grazie alla mia famiglia che mi ha sempre dato una mano e alle tante persone che mi hanno accompagnato. Se sono quello che sono e se sarò quello che sarò, è anche grazie a qualcuno: è bello dire grazie».
Lei gira con una giacca dalla scritta ricamata che ormai è diventata virale: che storia ha questa giacca?
«Una storia bellissima. La giacca l’ha realizzata JP, Jacopo Peca, artista e stilista di Montesilvano. La prima volta che sono andato da lui ci siamo trovati in sintonia e, in 5 giorni, è nata questa giacca con la scritta “Le mie parole sono armi” che ha spopolato sui social. Jacopo non è mai banale ed è sempre attento ai dettagli, merita solo una raffica di complimenti».
Si avvicina il primo concerto da solista: sente un po’ l’ansia?
«Il 25 non aprirò il concerto a nessuno: a Gizzeria, in Calabria, sarà il mio primo live ufficiale. Non vedo l’ora».

