Costantini: «Sarò il sindaco che farà la Nuova Pescara»

Il candidato presenta la sua squadra di aspiranti consiglieri, sette sono ex M5S «Il primo obiettivo è la fusione dei 3 Comuni, così taglieremo i costi della politica»
PESCARA. Tre liste civiche, un solo consigliere uscente e tanti volti nuovi della società civile. È la formula adottata da Carlo Costantini per vincere le elezioni comunali del 26 maggio.
L’ex deputato, ieri, ha presentato la sua squadra è ha messo subito in chiaro: «Mi sono candidato per essere l’ultimo sindaco di Pescara. La prossima volta si voterà insieme a Montesilvano e Spoltore per le amministrative della Nuova Pescara». Il suo primo obiettivo è quello di realizzare quel progetto di fusione dei tre Comuni che lui stesso ha contribuito ad elaborare nel 2011 e ad avviare nel 2014, quando organizzò il referendum in cui la stragrande maggioranza dei cittadini si pronunciò in favore della nascita della Grande Pescara.
Ora, intende portare a termine quel progetto, magari proprio come sindaco, l’ultimo prima della rivoluzione copernicana che dovrebbe portare a far sorgere una città di circa 200mila abitanti e un territorio vasto quasi quanto quello di Bari.
Per questo Costantini ha messo in campo il più grande polo civico mai esistito a Pescara. «Noi siamo l’unica vera novità», ha detto il candidato sindaco, «il resto sono le parole e le promesse di sempre. La città ha smesso di correre da diversi anni e deve tornare a farlo. È il nostro progetto ciò di cui Pescara ha bisogno in questo momento». Le tre liste di Costantini sono Faremo Grande Pescara, Nuova Pescara e Città del futuro. I candidati al consiglio sono in tutto 71, di cui 31 di sesso femminile. La squadra è composta quasi esclusivamente da persone della società civile, cioè semplici cittadini, professionisti, insegnanti, studenti, commercianti e impiegati. Un solo consigliere uscente, Massimiliano Di Pillo, ex dei 5 Stelle. Insieme a lui sono candidati nelle liste di Costantini altri sei ex grillini.
«I candidati», ha spiegato Costantini, «tutti espressione della società civile e scollegati da vincoli di appartenenza a partiti, testimoniano meglio di qualsiasi parola la forza della proposta di governo e di cambiamento della città che abbiamo presentato agli elettori di Pescara». «È un momento storico per la nostra città», ha fatto notare, «Pescara per la prima volta si presenterà ai tavoli nazionali ed europei con l’autorevolezza di chi ha avuto la forza e il coraggio di proiettarsi nel futuro, non solo in termini di capacità progettuale, ma anche in termini di semplificazione della vita politico amministrativa della nostra comunità». Secondo Costantini la nascita della Nuova Pescara comporterà un grosso taglio alle spese della politica. «Avremo un solo sindaco invece di tre», ha spiegato, «una giunta, invece di tre; un consiglio comunale, al posto di tre. Poi un solo direttore generale, un segretario generale, diverse decine di bortaborse in meno». «Ma soprattutto», ha aggiunto, «avremo le stesse regole per pianificare lo sviluppo urbanistico, per realizzare un sistema della mobilità urbana sostenibile di tutta l’area, per organizzare i servizi, per accedere agli asili nido e persino per scegliere il medico di base o il pediatra per i nostri figli». «I partiti», ha concluso, «hanno ingessato lo sviluppo di Pescara negli ultimi anni e oggi nel capoluogo adriatico dicono l’esatto contrario di quello che affermano a Montesilvano e Chieti».
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