«Costi più bassi con l’unione di 3 Comuni»

Danelli (Confcommercio) si schiera tra i favorevoli alla fusione Pescara-Montesilvano-Spoltore: ci saranno tanti vantaggi
PESCARA. Anche Confcommercio dice sì alla Nuova Pescara, come «grande opportunità per il territorio». Piace al presidente Franco Danelli il progetto di fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore (approvato con il referendum consultivo regionale del 25 maggio 2014 e iter procedurale in volata verso la fatidica data di partenza del primo gennaio 2019) perché permetterebbe la creazione di «una città connessa, al passo con quanto necessario nell’economia odierna per divenire un’area dinamica».
Ne gioverebbero, secondo Danelli, in primis il turismo, che «avrebbe tutto da guadagnare dalla nascita della Nuova Pescara potendosi presentare sui mercati di riferimento con un’offerta alberghiera di tutto rispetto in termini di posti letto e potendo pensare all’implementazione di strutture ricettive all’aria aperta, oggi assenti, nelle aree collinari di Spoltore». E «innegabili» sarebbero le «ricadute positive sul territorio che deriverebbero dall’armonizzazione del sistema dei trasporti, degli uffici amministrativi, della fiscalità locale, della raccolta rifiuti, e di tutti i servizi ai cittadini. Ma soprattutto si potrebbe puntare sullo sviluppo integrato di infrastrutture materiali ed immateriali che sono la condizione indifferibile per realizzare la città connessa». Di dove sei? Della Nuova Pescara, si dirà un giorno se il processo di fusione non sarà ostacolato da coloro che non credono, per esempio Forza Italia, che ha nettamente bocciato la proposta.
Il capogruppo Lorenzo Sospiri ha annunciato la presentazione di 6mila emendamenti contro il testo di legge. Invece, le sinergie sono fondamentali, sottolinea il presidente di Confcommercio, perché «porterebbero vantaggi a tutti e tre i Comuni interessati». E allora, che fare per raggiungere l'obiettivo? «Vanno superate», suggerisce Danelli, «quelle ritrosie legate a calcoli politici o rendite di posizione che non hanno più senso in un contesto politico-economico come quello odierno in cui occorre avere una visione “glocal” che tenda alla valorizzazione delle identità e delle realtà locali pur all’interno dell’orizzonte della globalizzazione». «In un contesto siffatto», prosegue il presidente, «la Nuova Pescara avrebbe i numeri per collocarsi nel novero delle “città metropolitane” con tutti i vantaggi che ne conseguono in termini di possibilità di attrarre finanziamenti pubblici e investimenti privati. Oggi Pescara è l’unico centro di primario interesse commerciale a livello nazionale che non ha lo status di “città metropolitana” e questa è già una grave mancanza politica».
In conclusione, gli «obiettivi a portata di mano della Nuova Pescara sono la riduzione dei costi per la collettività e sviluppo integrato e omogeneo del territorio», dice Danelli. Quindi «occorre lavorare per persuadere la politica locale a superare visioni di breve periodo per abbracciare un progetto che in un orizzonte più ampio porterà benefici socio-economici a tutto il territorio interessato e a tutta la collettività che in esso risiede e opera», conclude Danelli. Favorevole alla fusione delle tre città anche Alberto Corraro, responsabile regionale di Adiconsum, secondo il quale l'unione dei territori permetterebbe «procedure burocratiche più snelle e abbattimento dei costi per i cittadini».
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