«Costretti a limitare tutti gli eventi»

De Bonis: «Ci devono dire cosa possiamo fare». L’assessore: il piano a novembre
PESCARA. Se da una parte gli esercenti di piazza Muzii puntano a organizzare i prossimi eventi in città, come la festa di Halloween tra pochi giorni; dall’altra il Comune non ha preparato ancora il piano di risanamento acustico. L’ente vuole programmare un vertice con la maggioranza per discutere della sentenza che lo obbliga al risarcimento di circa 450mila euro nei confronti di 68 residenti della zona del mercato coperto.
«Non vogliamo creare aspettative o dare notizie negative», dichiara l’assessore al Commercio Zaira Zamparelli, «faremo tutto il possibile per venire incontro alle esigenze dei commercianti, ma al tempo stesso rispettare il sonno dei residenti. Già dalla prima metà di novembre avremo sicuramente un piano di risanamento antirumore per la zona».
C’è quindi da attendere ancora qualche settimana per i commercianti che, però, sono allo stremo. «In pandemia, con le scelte sbagliate dell’amministrazione Masci siamo stati molto penalizzati», taglia corto Filippo De Bonis, uno dei referenti dei locali della zona, «ora stiamo continuando a rinunciare a eventi innovativi per restare entro i decibel consentiti». Un esempio: «Alla festa di Halloween potremo mettere solo musica in filodiffusione e non ci sarà la band live. Aspettiamo un intervento comunale per definire la funziona della piazza, dobbiamo capire una volta per tutte se si tratta di una pizza residenziale, commerciale o lasciata solo ad alcuni eventi».
Per il commerciante De Bonis, l’Arta ha registrato picchi acustici «quando i locali erano già chiusi, registrando il vociare delle persone, quando passa il netturbino e lo stridio dei gabbiani la mattina». Ma la lunga attesa del Comune sul piano di risanamento acustico ha scoraggiato anche qualcuno: è il caso di Gigi Pasetti, ex titolare di diverse attività della zona. «Da circa un anno e mezzo ho deciso di dedicarmi ad altro», racconta Pasetti, «questa amministrazione ho avuto l'obiettivo di ammazzare il commercio in centro, non c'è stata una politica di valorizzazione. Mi ha scoraggiato il fatto che non c’è stato un profilo adeguato che abbia messo d'accordo residenti e commercianti sulla questione. Non bisognava ricorrere in tribunale, ma ci doveva essere una volontà politica di costruire per il bene della città. È stata per anni solo una lamentela continua che non ha portato a nulla, solo problemi a tutti». (e.g.)
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