Così sono scesi i contagi: confronto con un anno fa

Ma Parruti avverte: «Non basta, occorre arrivare al 93% di vaccinati in regione» Per dire che è finita, la soglia è 1,1 milioni di immunizzati: ne mancano 157mila
«Il numero dei positivi al Covid, dei decessi e dei ricoveri, legati alla malattia, si è ridotto drasticamente in un anno. È merito dei vaccini, ma anche dell’alto numero di tamponi che stiamo facendo in questo periodo. Il sistema Green pass funziona». Parola di Giustino Parrutti, direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara, che traccia un bilancio della situazione pandemica attuale partendo dal confronto con i dati Covid dello scorso anno. Il numero dei casi registrati in Abruzzo nelle ultime 24 ore è 39. La più giovane è una bambina di 3 anni della provincia dell’Aquila, la più anziana è una 84enne residente in provincia di Chieti. Il 17 ottobre di un anno fa i positivi erano 148 e ben 182 i ricoverati in area medica, 13 in terapia intensiva, i decessi erano stati 2. Anche ieri il Covid ha fatto un’altra vittima: si tratta di una 90enne dell’Aquila, ma gli attuali ricoverati in area medica sono quasi un terzo dell’anno scorso (53, +3 rispetto a ieri), e lo stesso discorso vale per chi si trova in terapia intensiva (in 5 attualmente). Dei nuovi positivi, 20 sono stati scovati nell’Aquilano, 12 in provincia di Chieti, 3 nel Teramano e 2 nel Pescarese.
IL CALO DEI CONTAGI
GRAZIE AL VACCINO«Abbiamo raggiunto una copertura vaccinale dell’83%, ma si tratta di un valore relativo», spiega Parruti, «perché consente al virus di tornare pericolosamente in circolo in quel 15% di non vaccinati. Ci troviamo in una situazione quasi ottimale. Ma, come per altre malattie come la Rosolia e il Morbillo (altamente contagiose) serve almeno il 93% di vaccinati con due dosi per tornare a vivere in disinvoltura». L’Abruzzo ha raggiunto l’immunità di gregge, cioè l’80% di vaccinati con due dosi, pochi giorni fa: «Questa soglia rappresenta un ottimo traguardo», conferma Parruti, «ma su cui dobbiamo ancora lavorare per metterci al riparo dalla circolazione di ritorno». Al momento, i vaccinati in Abruzzo sono 969.891 e bisognerebbe arrivare al 93% della popolazione vaccinabile (ovvero 1.127.498 persone) per cui ne mancano all’appello ancora 157mila.
ANCHE I TAMPONI
DANNO UNA MANOMa il calo dei numeri attuali, e la tenuta generale del sistema sanitario, devono ringraziare anche l’altissimo numero di tamponi che viene fatto in questi giorni, inevitabilmente indotto dal Green pass, diventato obbligatorio anche a lavoro. Negli ultimi giorni, l’Abruzzo viaggia su una media di 13mila test giornalieri. «Anche grazie ai tamponi il virus viene tenuto sotto controllo», spiega Parruti, «perché in questo modo abbiamo un quadro costante della circolazione del virus». I test fatti nelle ultime 24 ore sono stati 12.025, di cui 9861 antigenici e 2.164 tamponi molecolari.
I DUE PILASTRI
della DISCESA DEI NUMERIUn anno fa, proprio di questi tempi, cominciò l’escalation dei contagi in tutto il Paese: l’Abruzzo arrivò nel giro di tre settimane a sfiorare i 1.000 casi al giorno (toccò quota 939 il 14 novembre), con picchi di 35 decessi giornalieri sempre a novembre. «C’è la concreta possibilità di non vedere più cifre così negative», dice Parruti, «sono molto ottimista grazie al sistema che abbiamo messo in piedi. Di certo ci troviamo in una situazione diametralmente opposta rispetto all’anno scorso. Ed è grazie a due pilastri: il Green pass e l’utilizzo della mascherina».
LE NUOVE
ARMITamponi, mascherine e vaccini non sono le uniche due armi che abbiamo a disposizione per frenare contagi, ricoveri e decessi. «Grazie all’utilizzo degli anticorpi monoclonali stiamo riuscendo a bloccare sul nascere la degenerazione della malattia verso forme più gravi». Gli anticorpi monoclonali sono farmaci specifici che bloccano l’eccessiva reazione immunitaria dei malati di Covid. Sono utilizzati soprattutto con gli individui fragili e nella fase iniziale della malattia: «Ma tra novembre e gennaio avremo a disposizione anche un farmaco orale contro il Covid che ci darà una grossa mano», conclude Parruti.

