Covid, 19mila contagi attivi L’Iss avverte: il rischio è alto

10 Dicembre 2022

I ricoveri totali aumentano a 269, ma 6.500 test in meno nascondono l’emergenza

PESCARA. I contagi scendono, l’epidemia cresce. Ma non è una contraddizione. Il minor numero di tamponi (-6.479) dà l’illusione che in Abruzzo il Covid stia frenando. Ma non è così. Anzi, è l’opposto
È vero che i nuovi casi tracciati nell’ultima settimana sono 542 in meno rispetto ai sette giorni precedenti. Ed è altrettanto vero che la flessione è del 7 per cento. Così come non è in discussione che, di conseguenza, torna a scendere l'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti, che ora è 494 e una settimana fa era 534.
Ma in realtà la pandemia è mascherata dai pochi test molecolari e antigenici eseguiti, in un periodo segnato da due giorni festivi (domenica 4 e giovedì 8 dicembre) in cui l’attività di tracciamento è ridotta al minimo. Ricorriamo quindi ad altri segnali oggettivi di allarme.
Il Covid sta aumentando come dimostrano le crescite di ricoverati totali (+ 42), del tasso di positività (+ 1,88%) e dei contagi in corso (+ 1.587) rispetto al bollettino precedente. Siamo di fronte a grandi numeri. Si va infatti dai quasi 19mila contagi in corso ai 269 ricoverati complessivi che portano l’Abruzzo oltre la soglia d’allarme dei posti letto occupati nei reparti di medicina Covid.
E se qualcuno pensa che questi numeri non siano sufficienti per parlare di una nuova emergenza alle porte, basta sfogliare il report diffuso ieri pomeriggio dall’Istituto Superiore di Sanità. Che non fa sconti all’Abruzzo e colloca la nostra regione tra le cinque in Italia classificate ad «alto rischio». E non solo questo.
IL BOLLETTINO
Sono 6.298 i casi di Covid-19 accertati in Abruzzo tra il 3 e il 9 dicembre. Sono emersi dall'analisi di 4.948 tamponi molecolari e 28.233 test antigenici. Il totale dei casi sale a 620.459. Le reinfezioni sono 29.376 (+ 981 rispetto a venerdì scorso). Undici i decessi (di età compresa tra 75 e 95 anni): il bilancio delle vittime sale così a 3.782.
Brusco aumento dei ricoveri in area medica, mentre scendono lievemente quelli in terapia intensiva, ma il calo è dovuto ai decessi.
In crescita i casi attivi che, infatti, sono 18.955 (+1.586 rispetto a venerdì 2 dicembre): 260 pazienti (+ 45) sono ricoverati in ospedale in area medica e 9 (- 3) sono in terapia intensiva, mentre i restanti 18.686 malati si trovano in isolamento domiciliare. I guariti invece sono 597.722 (+ 4.701).
LE ZONE PIÙ COLPITE.
Del totale dei casi, 126.644 sono residenti oppure domiciliati in provincia dell'Aquila (+ 1.046 rispetto alla settimana precedente), 176.885 in provincia di Chieti (+ 2.001), 147.219 in provincia di Pescara (+ 1.532), 147.824 in provincia di Teramo (+1.567) e 12.952 fuori regione (+ 66), mentre per 8.935 (+ 86) sono in corso verifiche sulla provenienza. Infine le città con il maggior numero di casi settimanali, anche questi viziati dal minor numero di test: Pescara 426, L'Aquila317, Chieti 278, Montesilvano218, Vasto211, Teramo204, Lanciano151, Avezzano 111, Penne103, Francavilla 99.
IL RAPPORTO ISS
Il tasso di occupazione nelle aree mediche, a livello nazionale sale al 14,5% (rilevazione giornaliera del ministero della Salute all'8 dicembre) dal 13,3% (rilevazione giornaliera del ministero della Salute a primo dicembre).
Salgono da 7 a 9 le Regioni in cui il tasso di occupazione dei reparti ordinari da parte di pazienti Covid-19 supera, all'8 dicembre, la soglia di allerta del 15%. Sono Umbria (33,2%), Liguria (31,6%), Valle d'Aosta (28,4%), Friuli Venezia Giulia (22,9%), Emilia Romagna (19,4%%), Marche (18,6%), Abruzzo (18,5%), Veneto (16,5%) e Calabria (15,6%, valore al 7 dicembre). L'occupazione delle terapie intensive è sotto la soglia del 10% in tutte le regioni. I valori maggiori sono in Liguria (7,1%), Friuli Venezia Giulia (6,7%) e Abruzzo (6,1%).
AD ALTO RISCHIO.
Cinque regioni sono classificate a rischio alto, tutte per molteplici allerte di resilienza; dieci sono a rischio moderato e sei classificate a rischio basso. Undici regioni riportano almeno una allerta di resilienza. Sei riportano molteplici allerte di resilienza.
L’Abruzzo è nella doppia lista nera perché si ritrova sia nell’elenco delle cinque regioni ad alto rischio sia tra le sei con più di una allerta di resilienza. Una delle due allerte, si legge sul rapporto dell’Istituto superiore di Sanità, è che la nostra regione «non garantisce adeguate risorse per contact- tracing, isolamento e quarantena».
LE RACCOMANDAZIONI.
Alla luce della situazione che evolve negativamente, l’Iss «ribadisce la necessità di continuare ad adottare le misure comportamentali individuali e collettive previste e/o raccomandate: l’uso della mascherina, l’aerazione dei locali, l’igiene delle mani e porre attenzione alle situazioni di assembramento».
E ancora: «L’elevata copertura vaccinale, il completamento dei cicli di vaccinazione ed il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo, con particolare riguardo alle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali, rappresentano», conclude l’istituto, «strumenti necessari a mitigare l’impatto clinico dell’epidemia».
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