Covid, 2 anni fa la prima vittima La sorella: «È un dolore infinito»

Villa Caldari di Ortona ricorda il barista Maurizio Mascitti morto a 58 anni: all’inizio sembrò un malore Dal quel giorno del 2020 a oggi il numero di decessi è cresciuto in modo tragico: siamo quasi a tremila
«A due anni di distanza non ho ancora accettato la sua morte». Quella di ieri è stata una giornata difficile per Errica Mascitti, la sorella di Maurizio, il barista 58enne di Villa Caldari di Ortona, deceduto nella notte tra il 4 e 5 marzo 2020. Un malore, si pensò inizialmente, mentre la contrada si interrogava sui motivi quell’improvvisa tragedia. Le ore successive al lutto, però, delinearono uno scenario ancor più drammatico. Maurizio era positivo al Covid: è stato lui la prima vittima abruzzese del virus. Ventiquattro mesi dopo, è un bollettino di guerra quello con cui la nostra regione deve fare i conti. Ieri sono stati segnalati altre nove morti, che portano il dato complessivo da quel 5 marzo di due anni fa a quota a 2.995.
IL RICORDO
Nella chiesa di San Zeffirino di Caldari, ieri mattina è stata celebrata una messa per commemorare Mascitti. C’era anche il coro della parrocchia, di cui la sorella Errica fa parte: «La pandemia e quello che ho vissuto mi hanno avvicinato molto a Dio», svela la donna. La Pro loco della contrada, invece, ha ricordato “Morris” - così veniva chiamato Maurizio - con dei fiori depositati davanti al “monumento alla memoria” realizzato nel centro di Caldari e dedicato a tutti coloro che hanno perso la vita.
L’INFERNO
Dopo la morte del barista 58enne, infatti, quest’area di Ortona è piombata in un incubo fatto di decessi e un aumento esponenziale dei contagi, al punto da essere stata zona rossa per 26 giorni. «Un periodo da cui non ci siamo ancora ripresi», continua Errica, che insieme alla sorella Tiziana porta avanti l’attività del fratello. «Gli effetti della zona rossa continuano a farsi sentire anche oggi. Dalla morte di mio fratello abbiamo assistito alla distruzione della contrada», aggiunge, «in tanti hanno perso la vita a causa del virus».
LE SENSAZIONI
Il ricordo dell’accaduto fa male e suscita rabbia: «Non accetto la tesi del “Covid non esiste”», sentenzia Errica, «dopo tutto quello che il mondo intero ha vissuto in questi due anni, come si può continuare a sostenere tutto ciò. A me il Covid ha tolto un pilastro della famiglia, mia mamma anziana ha il terrore, non si è ancora ripresa da quello che è successo».
MAI DIMENTICATO
Non c’è angolo del bar di Villa Caldari che non riporti a Maurizio. Addirittura, all’esterno del locale è stato realizzato anche un murales che lo ritrae. «Lo nomino continuamente», dice la sorella della vittima, «è sempre con me ed ogni volta che penso a lui sorrido. È una sensazione strana, dovuta forse al fatto che era una persona molto solare». Un post da lei pubblicato su Facebook ieri mattina sintetizza il concetto: «Ti amo e lo sai, mi manchi. Aiutami, dammi la forza ed io sorriderò per te», ha scritto Errica Mascitti.
I DECESSI
Intanto il numero delle vittime in Abruzzo continua a salire. Ieri, tra i nove morti segnalati, tre risalgono ai giorni scorsi, mentre degli altri sei c’è una 79enne di San Benedetto dei Marsi, un 63enne di Silvi, un 89enne dell’Aquila, una 87enne di Pizzoferrato, un 90enne di San Giovanni Teatino ed una 92enne di Treglio. Dopo due anni di emergenza, la battaglia contro il Covid-19 non è ancora finita.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

