Covid alle stelle, superati 10mila contagi settimanali

30 Giugno 2022

Aumentano anche i ricoverati (più 22) e salgono a 26.524 gli attualmente positivi Ma è slittata a questa mattina la decisione sulle mascherine nei luoghi di lavoro

PESCARA. Oltre diecimila contagi in sette giorni, che valgono una crescita del 57% e portano il numero degli abruzzesi attualmente positivi a 26mila. Mentre aumentano anche i ricoveri: 22 pazienti in più nei reparti ordinari e due in più in terapia intensiva. Il bilancio settimanale della pandemia in regione mostra l’enorme portata della nuova impennata dovuta al dilagare delle sottovarianti – ancor più contagiose – Omicron 4 e, soprattutto, Omicron 5. E il bollettino di ieri, con i suoi duemila nuovi positivi segnalati in regione, non solo conferma il trend, ma dice anche che negli ultimi giorni la diffusione sta accelerando sempre più: rispetto al mercoledì precedente, infatti, la crescita è stata addirittura dell’80%.
I timori per un picco in piena estate in Abruzzo sono gli stessi che divampano nel resto d’Italia. Per questo, già da diversi giorni il Governo ha fatto capire che è meglio mantenere le precauzioni e oggi, anziché cessare alla sua scadenza, il protocollo delle norme anti-Covid sul lavoro sarà prorogato ancora. Quindi si va ancora verso il Sì alle mascherine per i lavoratori del privato al contatto con il pubblico e non solo. Ma c’è chi spinge per far tornare sul lavoro anche la Ffp2, che è più protettiva. In ballo ci sono altre questioni, decideranno stamattina il Governo e le parti sociali. Mentre resta l’obbligo per tutti di indossare la mascherina sui mezzi pubblici e nelle strutture sanitarie.
L’IMPENNATA DEL VIRUS
Sono precisamente 2.010 i nuovi positivi in Abruzzo segnalati dal bollettino regionale di ieri. Mercoledì 22 giugno, a pari condizioni statistiche, erano stati 1.117 e già mostravano un segnale di crescita evidente. Ancora molto alto anche il tasso di positività dei tamponi, ieri al 26,20%. I nuovi contagi sono stati infatti individuati attraverso 1.603 test molecolari e 6.067 antigenici.
La provincia più colpita in termini assoluti è ancora una volta il Chietino con i suoi 515 nuovi casi. A seguire l’Aquilano con 477, il Teramano con 456 e il Pescarese con 438. È però la provincia dell’Aquila la più colpita in proporzione alla sua popolazione: ha infatti un’incidenza settimanale di 800 casi ogni centomila abitanti, dato più alto della media regionale (777) e di quello delle altre province (Teramo 742, Pescara 693 e Chieti 692). È sempre Pescara la città con più contagi nelle ultime 24 ore (141), seguita dall’Aquila (102) e da Teramo (83). Poi Chieti e Montesilvano con 62, Avezzano con 59 e Vasto con 52.
Al netto dei 991 nuovi guariti, il numero degli abruzzesi attualmente positivi sale di un altro migliaio raggiungendo quota 26.524. Una settimana fa erano poco meno di ventimila.
Degli attualmente positivi, 131 sono ricoverati in ospedale nei reparti ordinari: il numero è cresciuto ancora di sei unità in 24 ore, confermando la curva in risalita. Sono ancora cinque, invece, i pazienti in terapia intensiva.
LE NUOVE REGOLE
Vista l’impennata, questa mattina i tecnici del ministero della Salute e di quelli del Lavoro e dello Sviluppo economico, insieme all’Inail, ai sindacati e alle associazioni datoriali, si incontreranno per aggiornare il protocollo sulle norme anti-Covid al lavoro, che scade proprio oggi.
Secondo la bozza, si va verso una proroga dell’obbligo delle mascherine per i lavoratori del privato a contatto con il pubblico o in mansioni dove non si può garantire il distanziamento minimo, anche tra colleghi. Chi lavora, ad esempio in un negozio, in un market o anche su un mezzo di trasporto, dovrà continuare a usare la protezione. Ma la stessa regola dovrebbe valere anche, ad esempio, per gli operai di una catena di montaggio. Tra le novità ci potrebbe però essere anche l’ipotesi di un inasprimento dell’obbligo, con l’introduzione delle mascherine Ffp2 (oggi basta la chirurgica) sui luoghi di lavoro privati più a rischio di contagio. Per tutti gli altri resterà la raccomandazione: ogni azienda potrà decidere misure più restrittive di quelle previste dal protocollo, visto che è il titolare a valutare il rischio dei suoi dipendenti. Il nuovo protocollo, inoltre, potrebbe portare il distanziamento minimo sul lavoro a due metri e far tornare in presenza la formazione e le missioni.
Restano nel frattempo in vigore per tutti l’obbligo della mascherina Ffp2 sui mezzi pubblici, anche locali (treni, traghetti, autobus, metro, tram) ma non in aereo, e della chirurgica in strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali. Negli altri luoghi al chiuso e negli assembramenti, le mascherine sono solo raccomandate. (l.t.)