Covid, bimbo di 8 mesi ricoverato d’urgenza

Il piccolo di Martinsicuro trasferito al Salesi di Ancona con febbre alta Sale il numero dei morti: una donna di Fossacesia e un uomo di Pescara
PESCARA. C'è anche un bambino di otto mesi tra gli abruzzesi contagiati dal Covid-19 nelle ultime ore. Il piccolo, di Martinsicuro, è stato ricoverato d'urgenza all’ospedale Salesi di Ancona con sintomi acuti. Si aggrava il bilancio delle vittime. Due i decessi recenti: una 73enne di Fossacesia e un 86enne di Pescara. I morti, nel giro di due settimane, salgono ad otto, dopo una tregua andata avanti per 50 giorni.
I nuovi casi, secondo i dati ufficiali, sono solo quattro, ma è bassissimo il numero di tamponi analizzati. Il dato purtroppo non è assolutamente una inversione di tendenza. E se il trend del contagio dovesse continuare a salire, la Regione è pronta ad emettere un'ordinanza che impone le mascherine h24. La grande attenzione resta comunque sulle scuole: i sindacati infatti chiedono di sottoporre gli studenti a test a tappeto.
RICOVERATO A 8 MESI. Pur non essendo inserito nel bollettino ufficiale perché in capo al sistema sanitario di un'altra Regione, è di Martinsicuro il bambino di otto mesi attualmente ricoverato all'ospedale pediatrico Salesi di Ancona. I genitori, nei giorni scorsi, preoccupati dal malessere del piccolo, che aveva febbre alta e difficoltà respiratorie, lo hanno portato all'ospedale di Ascoli Piceno, dove è stata accertata la positività al coronavirus. A quel punto il bimbo è stato trasferito ad Ancona. In base ai primi esiti dell'indagine epidemiologica potrebbe essere stato contagiato da un familiare.
PARLA L’ESPERTO. «La risposta alla malattia», afferma il virologo Paolo Fazii, «varia da organismo a organismo e bisogna capire se c'erano patologie pregresse. Ma questo bimbo è probabilmente un caso eccezionale. Fino ad ora, in Italia, su 35mila morti, solo otto avevano età compresa tra zero e 20 anni e tutti avevano altre patologie importanti».
A guardare i dati sembra che vi sia comunque un aumento delle positività tra i bambini, dopo un'estate caratterizzata da una circolazione del virus tra i giovani e i giovanissimi, complici le vacanze e le feste tra amici, ma secondo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara, «il virus non è diventato più aggressivo sui bambini, semplicemente adesso lo andiamo a cercare ovunque e, di conseguenza, vengono fuori sempre più positivi e di ogni fascia di età».
ALTRI MORTI. Dopo una tregua andata avanti fino al 14 settembre continua ad aumentare il numero dei morti. Otto in quattordici giorni. Due i decessi registrati ieri al Covid Hospital di Pescara. Si tratta di un 86enne del capoluogo adriatico morto in Rianimazione, dove era ricoverato in condizioni gravissime, e di una 73enne di Fossacesia. La donna rientra tra le persone contagiate nel comune della costa teatina.
A Pescara, infatti, è ricoverato anche il marito. Il bilancio complessivo sale così a 480 vittime. «Se con l'estate la quasi totalità dei casi era asintomatica», spiega Fazii a proposito dell'aumento dei morti, «con l'abbassarsi delle temperature aumentano i pazienti sintomatici e anche quelli gravi. In buona sostanza, aumentando la base di malati aumentano anche i casi più critici. Ora siamo in una fase intermedia e proprio per evitare una situazione peggiore dobbiamo arrestare l'onda».
POCHISSIMI TAMPONI. Solo quattro i nuovi casi accertati nelle ultime ore. Bassissimo, però, il numero di tamponi analizzati: sono 189, cioè un decimo dei test effettuati ormai quotidianamente a livello regionale. Dei nuovi casi, tre riguardano il Pescarese (uno a Montesilvano e due in paesini dell'entroterra) e uno un paesino dell'Aquilano. Gli attualmente positivi al virus sono 857, e 54 pazienti (in aumento) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva. Quattro sono in terapia intensiva, mentre gli altri 799 sono in isolamento domiciliare. I guariti sono 3.048.
TAMPONI NELLE SCUOLE. Dopo la riapertura di giovedì e dopo i primi casi tra studenti - come a Vasto dove una classe del liceo di Scienze umane è in quarantena in seguito alla positività di un'alunna - c'è grande attenzione al mondo della scuola. I sindacati Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Fgu Gilda Ins chiedono alla Regione «di avviare uno screening volontario sugli alunni e su tutto il personale. Alla base della richiesta ci sono i 118 test sierologici risultati positivi sui 16.763 eseguiti sugli insegnanti, una percentuale di positività pari allo 0,7%, «tutt'altro che confortante», dicono le cinque sigle.
MEGLIO I TEST SALIVARI. Ricordando che «i primi effetti della riapertura delle scuole li vedremo tra dieci, quindici giorni», Fazii invece sottolinea che eseguire decine di migliaia di tamponi contemporaneamente è impossibile, mentre potrebbero essere utili i test dell'antigene, cioè quelli salivari la cui risposta si ottiene in 15 minuti: «Con il mio staff, nelle prossime settimane», afferma il direttore del laboratorio, «avvierò una sperimentazione e confronterò i risultati del test salivare con quello del tampone tradizionale. Se capirò che si tratta di uno strumento affidabile potremo usarli direttamente nelle scuole».
MASCHERINE H24. Al momento, secondo Fazii, nelle scuole e in ogni contesto, «l'unica arma di difesa resta la prevenzione: mascherine, distanziamento sociale e igiene delle mani». Proprio sul fronte mascherine potrebbero presto arrivare delle novità: la Regione Abruzzo, infatti, come già avvenuto in Campania e in Calabria, è pronta ad adottare un'ordinanza che ne impone l'utilizzo h24 all'aperto, se la curva del contagio dovesse continuare a salire nei prossimi giorni.

