Covid, D’Alberto morto a 64 anni Ha dedicato la sua vita allo sport

21 Gennaio 2022

Era ricoverato in ospedale. È stato tra i più forti lanciatori del martello, era titolare di un vivaio Il ricordo di Imbastaro, presidente del Coni: «Era un amico per tutti, una persona meravigliosa»

PESCARA. Era «un grande». È stato a lungo «tra gli atleti più forti in Italia nel lancio del martello» e non era soltanto abile sulla pedana: aveva anche «la capacità di fare gruppo e di rendere lo sport innanzitutto amicizia», dicono dal Coni. L’atletica leggera abruzzese è in lutto per la morte di Alessandro D’Alberto, che avrebbe compiuto 64 anni l’8 marzo e viveva a Montesilvano, dove aveva un vivaio.
È morto in ospedale, nonostante la moglie Maria Rita e il fratello Paolo, insieme a parenti e amici, abbiano sperato fino all’ultimo che potesse riprendersi, uscire dalla terapia intensiva e battere il Covid, lui che è sempre stato un atleta con la “a” maiuscola. Aveva da tempo altri problemi di salute, che si sono acuiti ultimamente e proprio per questo non ha più gareggiato. Sì perché D’Alberto, che ha giocato per anni anche a pallamano nella squadra del Pescara, ha alimentato l’amore per il lancio del martello fino alla soglia dei 60 anni. «Aveva cominciato a 16 anni», ricorda Enzo Imbastaro, presidente del Coni Abruzzo, che è stato il suo allenatore e ricorda «i buoni risultati raggiunti durante la sua carriera, passando per le varie categoria».
L’ultima società con la quale è stato tesserato (dal 2015 al 2017), nella categoria atleti veterani Master (over 35 anni), è stata la SEF Macerata. Ma la sua società storica di appartenenza è stata l’U.S. Aterno Pescara: ha indossato quella maglia per oltre trent’anni, dalle categorie giovanili, e nel 2009 è approdato all’Athletic Promotion L’Aquila. A metà degli anni ’70 ha ottenuto i risultati migliori a livello nazionale e ha sfiorato più volte la convocazione nelle nazionali giovanili. Tuttora detiene, dal 1977, il record regionale Juniores del lancio del martello con la misura di 57,14 metri (e l’attrezzo di 7,260 chili).
Lo ricordano con grande affetto gli amici dell’atletica. Augusto D’Agostino, attuale presidente dell’Aterno Pescara, negli anni ’70 commissario tecnico delle nazionali giovanili di atletica, dice che era un «ragazzo educato e molto assiduo nell’impegno verso l’atletica, era anche una bella promessa. Gareggiava con grande entusiasmo nelle gare valevoli per le competizioni a squadre, perché teneva molto alla maglia che indossava». Carlo Creati, tecnico dell’Aterno, ed ex atleta del mezzofondo, ha vissuto con D’Alberto gli anni dell’agonismo, ma anche dell’amicizia profonda. «Era una persona squisita. E il ricordo più bello della nostra amicizia è una vacanza trascorsa insieme, quando eravamo giovani, alle Isole Tremiti, che girammo in canoa».
«Era l’amico di tutti», conclude Imbastaro. «Un uomo buonissimo, sempre disponibile, una persona meravigliosa che non meritava di andarsene». La data dei funerali è da fissare.