Covid, due nuovi farmaci Fazii: sono entrambi utili

Ma il virologo pescarese raccomanda: «Non devono sostituire la vaccinazione» Ecco le schede e gli effetti. Per gli esperti sono un’arma in più anti-pandemia
Non sostituiscono la vaccinazione ma possono avere un effetto fondamentale, ad esempio nel caso di un anziano che si ammali di Covid e che quindi potrebbe essere più esposto a forme gravi della malattia. A parlare è il virologo Paolo Fazii, che interviene sui due nuovi farmaci che si stanno prepotentemente affermando nello scenario della lotta al Covid.
È stato approvato dalle autorità sanitarie inglesi un nuovo antivirale efficace contro il Sars-CoV-2: si tratta del Molnupiravir, prodotto dall’azienda americana Merck. Un altro farmaco, sempre antivirale, il Paxlovid, ha dimostrato secondo l’azienda produttrice - Pfizer - di ridurre il rischio di ospedalizzazione o morte dell’89%. Sono entrambi pillole che potrebbero dare un grande contribuito nella lotta al Covid.
COME FUNZIONANO
Quando il virus si replica, «il Molnupiravir si attacca al nuovo Rna e blocca di fatto la replicazione virale. Secondo i dati, una buona percentuale di soggetti che sono stati sottoposti a sperimentazione sono guariti o comunque non hanno avuto un’evoluzione della malattia verso una forma grave», afferma Fazii. «Il Paxlovid, invece, è un inibitore della proteasi di Sars-CoV-2, un antivirale che agisce pertanto in maniera diversa rispetto all’altro farmaco».
IL COCKTAIL
Il virologo Fazii, quindi, spiega, la bontà di entrambi: «Agendo su sedi diverse potrebbero anche essere utilizzati insieme, aumentando notevolmente i risultati terapeutici». L’esperto si mostra fiducioso: «Ora si stanno producendo degli antivirali specifici contro il Covid. In base alla mia esperienza, l’azione di più farmaci che agiscono in sedi diverse è vincente, pertanto potrebbe essere così anche per questo virus».
I VACCINI
Ma Fazii mette in chiaro un aspetto ritenuto fondamentale: «Il vaccino rimarrà il sistema più efficiente. Non ci fa ammalare, ha un’azione contro il virus a livello collettivo perché non lo fa circolare. I farmaci non vanno a sostituirlo. Faccio un esempio concreto: se c’è un vaccinato che si ammala, presenta dei sintomi lievi e magari fa parte di un gruppo di soggetti ad alto rischio di evoluzione della patologia, potrebbe sottoporsi anche a queste cure innovative». Quindi da una parte le stesse vaccinazioni, dall’altra i farmaci antivirali specifici per cui si potrebbe pensare in un prossimo futuro ad un “cocktail”, ci daranno possibilità terapeutiche in più che al momento non ci sono».
CHI LI PRESCRIVE
Fazii ha le idee chiare anche su chi dovrebbe prescrivere questi farmaci. «Almeno nella fase iniziale credo che saranno prescrivibili solo da specialisti infettivologi, seguendo dei piani terapeutici specifici». Bisognerà anche verificare sul campo ulteriori aspetti, ossia «se ci sono effetti collaterali, il costo ed altri temi».
LE TEMPISTICHE
Infatti per quel che riguarda il Paxlovid si è ancora in una fase sperimentale, rispetto alla quale l’azienda farmaceutica statunitense ha comunicato i risultati dell’analisi intermedia dello studio di fase 2/3. «Siamo in questo caso ancora in una fase embrionale», sostiene il virologo. «Per quanto riguarda il Molnupiravir spero che entro 2-3 mesi possa essere commercializzato anche in Europa, ma molto dipenderà dalle agenzie regolatorie».
IL MONITO
Per chiudere l’esperto rilancia il messaggio sull’importanza di immunizzarsi.
«È sotto gli occhi di tutti la possibilità che in un qualsiasi posto del mondo possa svilupparsi una variante di Sars-CoV-2 efficace e che questa riesca a diffondersi ovunque in poco tempo».
Il virus ormai circola «e non ci abbandonerà mai più. Però attualmente è cattivo, non è un parassita che si è adattato alla specie umana e non sappiamo quanto tempo dovrà ancora trascorrere». Ecco perché «se non facciamo in fretta a vaccinare tutti, possono generarsi nuove varianti che faranno durare la pandemia per anni».
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