Covid, ecco quali sono i lavori più richiesti

Gli esperti ne sono certi: il mondo dell’occupazione è già rivoluzionato Psicologi, tecnici di pc, venditori on line e altri, più facile trovare il posto
PESCARA. Lo smart working è l’emblema del mondo del lavoro rivoluzionato dagli effetti del Covid-19. Un’emergenza che ha cambiato tante carte in tavola anche sotto l’aspetto occupazionale. In un periodo di inevitabile crisi post pandemia, ci sono però dei settori per cui la richiesta di impiego è in aumento e continuerà probabilmente a crescere anche nei prossimi mesi. Dagli infermieri agli psicologi, dagli esperti di sistemi informatici agli operai in ambito chimico e farmaceutico, ecco un focus del Centro sulle figure professionali più ricercate ai tempi del coronavirus.
LAVORO DA CASA. Con il lockdown molti lavoratori si sono ritrovati a gestire improvvisamente i propri incarichi direttamente dalla scrivania di casa. Un capovolgimento di fronte per cui non sono mancati problemi. Ritmi di lavoro completamente diversi rispetto a quelli in ufficio, connessione internet non sempre idonea al funzionamento degli strumenti informatici e mezzi tecnologici non per tutti appropriati alle esigenze. È altrettanto vero, però, che lo smart working ha salvato diversi posti, permettendo di non fermarsi in un periodo dove l’ordine era “restare a casa il più possibile”. È in atto un dibattito sulla reale opportunità e convenienza di questa modalità di lavoro casalinga, che ha rappresentato comunque il primo vero scossone nella sfera occupazionale generato dalla pandemia. Secondo un’indagine realizzata da Euromobility su mille lavoratori, il 33% degli interpellati preferirebbe continuare con il cosiddetto lavoro agile anche nel post emergenza, mentre più della metà sarebbe concorde nel proseguire con questa modalità ma in maniera limitata.
TECNOLOGIA. Al di là delle diverse opinioni si riparte da un punto fermo. Il lavoro post Covid è proiettato verso un incremento dell’uso della tecnologia. Basti pensare alle piattaforme digitali come Zoom, il cui utilizzo è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi mesi. In un quadro simile è destinato ad aumentare la richiesta di esperti informatici che permettano lo sviluppo e il controllo dei sistemi. Strettamente legate a queste figure ci sono quelle posizioni lavorative che possono essere svolte da remoto. Dai lavori di contabilità e finanza ai creatori di contenuti, sono diverse le professionalità che potrebbero avere mercato nei prossimi mesi. Per di più, va sottolineato che per gli stessi impieghi da remoto c’era già stato un incremento precedentemente all’esplosione del coronavirus. Dalle stime dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, nel 2019 i lavoratori che «godono di flessibilità e autonomia nella scelta dell’orario e del luogo di lavoro» grazie agli strumenti digitali sono stati 570mila, un 20 per cento in più rispetto alla stessa stima per il 2018.
SANITÀ. Il Covid-19 è stato però prima di tutto un’emergenza sanitaria. Oggi sono quindi in aumento tutti i lavori legati al mondo sanitario. Secondo The Adecco Group Italia sono in continuo aumento le richieste per le professioni in ambito sanitario e particolarmente rilevante la richiesta di infermieri. Basta guardare nel nostro stesso Abruzzo per avere un riscontro a queste previsioni: è di ieri, infatti, l’annuncio della Asl Lanciano Vasto Chieti dell’assunzione di 220 infermieri, destinati a rafforzare le unità operative già in sofferenza per le carenze di organico e che hanno dovuto al tempo stesso affrontare l'emergenza Covid-19. I contratti, più stabili sia per la durata sia per le garanzie rispetto ai rapporti flessibili, saranno siglati nei prossimi giorni. Tornando all’elenco delle professioni più appetibili da qui ai prossimi mesi, figurano tra queste anche quelle degli psicologi e degli operatori socio sanitari. Il campo sanitario, dunque, è quello in cui è più ricca la ricerca di lavoro. Ma a questo va ad aggiungersi anche la volontà di tanti giovani che dopo la pandemia hanno deciso di intraprendere studi in campo medico o infermieristico.
AMBITO FARMACEUTICO. Direttamente collegata all’emergenza sanitaria va inteso l’aumento di operai nel settore chimico e farmaceutico mirato a rafforzare la produzione di mascherine e igienizzanti, cresciuta vertiginosamente per ovvi motivi.
MASCHERINE. Negli ultimi mesi sono diventati accessori che sono entrati a far parte della nostra quotidianità. I dispositivi di protezione individuale ora fanno quasi tendenza. L’aumento della produzione è stata inevitabile e come detto ha richiesto più maestranze, ma ora ha assunto anche una proporzione diversa. Le mascherine vanno indossate e allora i più appassionati di moda la cercano originale, particolare, che fornisca dunque un contributo al proprio look, oltre che a proteggere dal virus. Ed è questo un altro aspetto da considerare in un contesto professionale.
E-COMMERCE. Gli acquisti online sono ulteriormente lievitati durante il periodo di lockdown per qualsiasi tipo di prodotto. Basti pensare che secondo una rilevazione di The Adecco Group Italia risalente ai mesi di piena emergenza, le attività legate all’e-commerce hanno avuto un incremento del +40%. In quest’ottica è facile pensare ad una maggiore richiesta di addetti in tale settore, dai magazzinieri ai responsabili della logistica e del trasporto.
SANIFICAZIONE. Se n’è parlato e se ne parla tanto, perchè rimane un aspetto fondamentale per contrastare i rischi di contagio. Sono ormai note a tutti le immagini di addetti coperti da tute quasi spaziali intenti ad operare la sanificazione dei locali pubblici e degli ambienti di lavoro. Ebbene, anche per quel che riguarda questa tipologia di attività, sempre secondo i dati di The Adecco Group Italia c’è stato un sensibile aumento nella richiesta per il personale da impegnare in questi interventi così come nella pulizia più in generale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

