Covid, il primo segnale di frenata dei contagi: l’aumento resta stabile

17 Agosto 2024

I nuovi casi sono 435 (contro i 407 del periodo precedente) Scendono i ricoveri (da 24 a 23), non si registrano decessi

PESCARA. In Abruzzo il Covid dà i primi segnali di frenata dopo una crescita aritmetica che ha caratterizzato i mesi di giugno e luglio. Il numero dei nuovi casi, scoperti dal 10 agosto fino a ieri, invece, non è qualificato da un significativo incremento rispetto alla settimana precedente. I contagiati sono 435 contro i 407 del periodo 3-9 agosto. È stabile anche il numero dei ricoverati, scesi da 24 a 23. Inoltre non si registrano nuovi decessi anche se gli attualmente positivi aumentano da 1.765 a 2.098. Sta di fatto che la diffusione dell’attuale ondata estiva di Covid-19 sembra essersi stabilizzata.
Le fasce di età che registrano il più alto tasso di incidenza di ospedalizzazione rimangono ovviamente quelle dagli 80 anni in poi, ma sui dati relativi all’incidenza pesano sicuramente dei difetti di raccolta (i soggetti più giovani spesso non si rivolgono al medico). L’impatto sugli ospedali è fortunatamente e limitato. E si conferma la preponderanza di differenti sotto-varianti di JN.1 e in particolare KP.3, diventata la più diffusa.
È ormai esperienza abbastanza comune che i sintomi siano in gran parte sovrapponibili a quelli di una influenza, ad esempio: naso chiuso e che cola (rinorrea), affaticamento, stanchezza e malessere; mal di gola, mal di testa, che può essere diversa dal solito e/o durare più del solito, starnuti.
Questi sono i cinque più comuni ma restano ovviamente possibili anche dolori muscolari, riduzione dell’appetito, tosse insistente, nausea, diarrea e febbre. Sempre meno comuni, ma comunque possibili, perdita di olfatto e gusto. Attenzione comunque ad un’eventuale mancanza di fiato, che deve subito essere segnalata al medico e possibilmente monitorata con un saturimetro.
In generale i sintomi possono essere più o meno forti, essere presenti tutti o solo in parte, e severità e durata possono presumibilmente variare in base a fattori quali vaccinazione, età, stato di salute e quindi capacità di reazione del sistema immunitario e molto altro. In altre parole, ad oggi il Covid non causa necessariamente nei pazienti tutti questi sintomi, ma fortunatamente grazie ad una minor aggressività delle ultime varianti e una più diffusa immunizzazione nella popolazione, vuoi per la vaccinazione, vuoi per un precedente contagio, è fortunatamente molto comune osservare un andamento più lieve rispetto al periodo pandemico.
La durata dei sintomi presenta una notevole variabilità: nei casi di infezione lieve i disturbi tendono a esaurirsi rapidamente, in tempo generalmente compreso tra i due e i cinque giorni, benché ci siano ancora casi più severi che si trascinano più a lungo. È importante sottolineare, tuttavia, che la persistenza della positività virale, rilevabile mediante test diagnostici, può protrarsi significativamente oltre la risoluzione dei sintomi clinici.
Infine le precauzioni da adottare. Con un provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri del 7 agosto 2023 è stata cancellata la necessità di isolamento per i soggetti positivi al Covid-19, in altre parole per i soggetti risultati positivi al tampone non è più obbligatorio l’isolamento. Qualora si risulti positivi a un test molecolare o antigenico, si raccomanda comunque di continuare a osservare le stesse precauzioni applicate per la prevenzione dalla trasmissione della gran parte delle infezioni respiratorie e in particolare è utile: indossare una mascherina chirurgica o Ffp2 se si entra in contatto con altre persone; in caso di sintomi rimanere a casa fino a risoluzione degli stessi; prestare attenzione a una corretta igiene delle mani; evitare ambienti affollati; evitare il contatto con persone fragili, immunodepresse, donne in gravidanza, ed evitare di frequentare ospedali o Rsa; informare le persone con cui si è stati in contatto nei giorni immediatamente precedenti alla diagnosi, soprattutto se anziane, fragili o immunodepresse. E contattare il proprio medico curante se si è persona fragile oppure immunodepressa, i sintomi non si risolvono dopo tre giorni e le condizioni cliniche peggiorano. (l.c.)