Covid in città, aumentano i casi Fazii: «Il peggio tra dieci giorni»

Quasi 60 ricoverati in ospedale. Il virologo: «Bisogna continuare con distanziamento e mascherine» Focolai partiti nelle famiglie, innescati da una vita sociale più intensa soprattutto tra bambini e ragazzi
PESCARA. Quaranta pazienti, ieri, ricoverati nel reparto delle Malattie infettive al Covid hospital, 5 degenti sotto osservazione in Rianimazione e 12 in Pneumologia. Il Covid rialza la testa e trascina i contagiati di Omicron 2 in ospedale a causa dei focolai virali che si sono scatenati da più parti in famiglia, in questi ultimi giorni, innescati da una vita sociale più intensa, soprattutto tra i più giovani. Ma la situazione è destinata a «peggiorare nei prossimi dieci giorni», quando il personale sanitario riscontrerà gli effetti delle feste e delle scampagnate di Pasqua e Pasquetta.
La fotografia è scattata dal virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio di Virologia e Microbiologia della Asl di Pescara, che rilancia l’appello alla «prudenza» e a «continuare a usare le mascherine e a rispettare il distanziamento e l’igiene». La variante Omicron 2», spiega l’esperto, «che si manifesta con febbre, raffreddore, un lieve scompenso di gusto e olfatto e un forte coinvolgimento gastroenterico, è molto infettante e aggressiva. Colpisce ambiti confinati, in questo periodo. Stiamo rilevando piccoli focolai che si scatenano nelle case, in famiglia, con i bimbi a far da portatori da scuola, dalle attività sportive, dai ritrovi con gli amichetti e dai giovani con una intensa vita sociale. Ci troviamo in questa situazione anche perché la vaccinazione pediatrica non ha trovato grande riscontro tra le famiglie». A ciò si aggiunge «la distrazione della guerra che ha portato a un allentamento della vigilanza sulla sicurezza personale», con le mascherine che vanno giù sempre più spesso, anche in luoghi affollati, e il distanziamento sempre meno rispettato.
«Il tana liberi tutti ha prodotto molti ricoveri al Covid hospital, di vaccinati con tre dosi e no vax», prosegue il virologo, «e gli otto morti dell'ultima settimana non sono da sottovalutare. Usciamo da questo momento di comunione delle festività, in cui famiglie e amici si sono riuniti, prevedendo un aumento dei contagi nei prossimi dieci giorni. Mentre la curva delle infezioni dovrebbe cominciare a scendere a metà maggio, per proseguire durante l’estate quando, comunque, la guardia non dovrebbe essere mai abbassata continuando a tenere le mascherine nei luoghi affollati e al chiuso. A fine settembre è prevista un’ascesa del virus e si andrà avanti con probabili nuove varianti fino a quando non registreremo più polmoniti interstiziali. Solo a quel punto potremmo constatare la fase endemica con la perdita di potenza virale, ma ci arriveremo non prima di un anno».
Varianti che si profilano essere «più aggressive dal punto di vista della trasmissibilità e meno rispetto al danno fisiologico». La quarta dose ora «è raccomandata ai più fragili», per tutti gli altri è «rimandata a settembre».

