Covid, la nuova mappa con le zone più colpite

Ecco i casi nei Comuni: l’Abruzzo verso il cambio di fascia e divieti più severi Tra le vittime recenti c’è anche un 47enne, la più giovane della seconda fase
PESCARA . Il Covid-19, dal primo febbraio a ieri, nell’area metropolitana Pescara Chieti corre ad una velocità di quasi 75 contagi al giorno. Il dato dà la misura di quanto critica sia la situazione in questa fase della pandemia, che sta interessando l’area più urbanizzata della regione con numeri mai visti. L’elenco dei casi comune per comune dall’inizio del mese non fa che confermare il quadro che si stava già delineando giorno dopo giorno. Delicatissima la situazione a Pescara, che da sola registra quasi la metà dei casi dell’intera area metropolitana. Il tutto in attesa del monitoraggio di venerdì, quando l’Abruzzo potrebbe finire in zona arancione o, peggio, direttamente in rossa.
NUOVI CASI. I nuovi casi accertati nelle ultime ore sono 241. Sono emersi dall’analisi di 3.062 tamponi molecolari: è risultato positivo il 7,87% dei campioni. Eseguiti, inoltre, 4.228 test antigenici. Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di tre mesi della provincia di Teramo e il più anziano è una donna di Pescara di 94 anni. Quelli con meno di 19 anni, cioè in età scolare, sono 37: due in provincia dell’Aquila, 14 in provincia di Pescara, 16 in provincia di Chieti e cinque in provincia di Teramo.
ANCORA MORTI. Otto i decessi recenti: il bilancio delle vittime sale a quota 1.526. Del totale, 1.043 - cioè il 68,3%, più di due su tre - fanno riferimento alla seconda ondata. Gli otto morti segnalati nel bollettino della Regione, due dei quali relativi ai giorni scorsi e comunicati solo ieri dalla Asl competente, riguardano persone di età compresa tra 47 e 101 anni: quattro in provincia dell’Aquila, tre in provincia di Chieti e uno in provincia di Teramo. Le sei vittime più recenti sono un 47enne di Sulmona - la persone più giovane deceduta con il Covid-19 nella seconda fase dell’emergenza - un 70enne di Bucchianico, una 72enne di Avezzano, una 79enne di Lanciano, una 90enne di Castilenti e un 93enne di Chieti.
LE LOCALITÀ. Le località con più nuovi casi sono ancora una volta Pescara, con 44 contagi recenti, e Chieti, 29. Poi ci sono Montesilvano (15), Lanciano (15), Vasto (18) e Città Sant’Angelo (11). A livello provinciale, in testa c’è il Pescarese, con 124 nuovi casi, seguito dal Chietino (92). Poi ci sono il Teramano (+24) e l’Aquilano, che registra solo sei casi. In sostanza, il 90 per cento dei contagi del giorno riguarda le province di Pescara e Chieti.
AREA METROPOLITANA. L’area metropolitana, infatti, ormai da settimane è la zona più colpita in Abruzzo, anche a causa della diffusione della variante inglese che, considerata più contagiosa, sta circolando rapidamente sul territorio.
A conferma di questa situazione ci sono i casi accertati dal primo febbraio a ieri in Abruzzo. Dai dati - elaborati sulla base della residenza dei pazienti - emerge chiaramente la situazione critica che si registra nella zona, i contagi in nove giorni sono oltre 660. In testa c’è Pescara, con 279 casi dall’inizio del mese. Subito dopo c’è Chieti, con 112 casi. Poi ci sono Montesilvano (77), Francavilla al Mare (75) e San Giovanni Teatino, 63 casi, attualmente in zona rossa. A Spoltore i casi sono 45 e a Città Sant’Angelo 10.
MAPPA DEL CONTAGIO. Al sesto posto, dopo le località dell’area metropolitana, c’è Atessa, altro comune al momento in zona rossa, con 61 contagi in nove giorni. Poi ci sono Teramo (60), Giulianova (52), Lanciano (42), Vasto (37), Carsoli (32), Sulmona (30). L’Aquila è in quattordicesima posizione, con 23 casi: il capoluogo - area martoriata, insieme ad Avezzano, nella fase autunnale dell’epidemia - sembra dunque vivere una tregua. Da Silvi (19) a Roseto degli Abruzzi (18) e ad Ortona (16), gli altri comuni con più casi sono tutti sulla costa o contigui alle zone più urbanizzate. Solo 29, nel complesso, le località con più di dieci casi: il dato conferma come, nei primi giorni di febbraio, la diffusione del virus stia interessando un’area ben definita, ma in modo significativo e preoccupante.
RICOVERI. Tanti i guariti delle ultime ore: sono 438 persone, che fanno salire il totale a 33.558. Di conseguenza, tornano a scendere gli attualmente positivi al virus, in tutto 10.749 (-205). Continuano ad aumentare, però, i ricoveri.
In ospedale ci sono 542 persone, dato analogo a quelli che si registravano nei giorni precedenti al Natale. In particolare, 491 pazienti (+4 rispetto a lunedì) sono ricoverati in terapia non intensiva e 51 (+2, al netto di decessi, dimissioni e cinque nuovi ricoveri) sono in terapia intensiva. Al momento risulta occupato quasi il 27% dei 189 posti letto di terapia intensiva. Ci si avvicina, dunque, alla soglia di allarme del 30%. Più tranquilla la situazione in area medica, dove è occupato il 33% dei 1.491 posti, a fronte di un livello di allerta del 40%. Gli altri 10.207 attualmente positivi (-211) sono in isolamento domiciliare.
OSPEDALE IN TILT. Sempre più sotto pressione l’ospedale di Pescara. Il Covid Hospital, infatti, è ancora al completo: i posti letto che si liberano con le dimissioni non sono sufficienti ad accogliere i tanti pazienti che arrivano.
Negli ultimi giorni si registra una media di una ventina di accessi ogni 24 ore. Al punto che ieri anche il pronto soccorso del capoluogo adriatico è andato in affanno, dovendo gestire i tanti positivi da ricoverare, in attesa che si liberassero posti letto. Sono decine, nell’ultima settimana, i pazienti già trasferiti in altre strutture sanitarie, in particolare l’ospedale dell’Aquila. Sulla questione dell’occupazione dei posti letto interviene anche l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, che definisce una «stonatura» l’iniziativa della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila, che ha scritto alle altre aziende sanitarie chiedendo report e monitoraggi. «L’emergenza Covid, fin dall’inizio», ricorda l’assessore, «è stata affrontata in un’ottica di rete regionale sovra-aziendale e la mobilità dei malati è organizzata a livello centrale dal referente regionale per le maxi emergenze sanitarie».

